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Il macrame’

giugno 6, 2011

 Vi porto ora qualche notizia  su di un merletto antichissimo e purtroppo poco usato e diffuso ; come leggerete in seguito , per crearlo sono usate solo le mani , ed inffatti  è formato da noti composti secondo motivi tradizionali  che hanno nomi  antichi e romantici  :nodo Giuseppina ,punto jasmine,punto Nexma ,punto Fieschi, punto Regina Maria e ancora tanti.

 I lavori delle fotografie e il testo che segue sono stati realizzati dalla amica  Tina Leali Rizzi  di Camogli esperta in questa preziosa arte 

 

Macramè, nome di derivazione mediorientale,
definisce un merletto, diffuso soprattutto a Genova e nella Riviera Ligure di
Levante -documentato fin dal XV secolo, ma presumibilmente ancor più antico-
caratterizzato dalla lavorazione della frangia dei tessuti, tendente ad
ottenere preziose decorazioni. Si lavora senza l’ausilio di nessun attrezzo,
con il solo uso delle mani,che annodano i fili distribuendoli in modo da
formare fiori, foglie, motivi geometrici e tant’altro.
Originariamente con questa tecnica si confezionavano nel territorio genovese
gli asciugamani, ancor oggi chiamati dalle persone molto anziane genericamente
macramè (anche se sprovvisti della tipica lavorazione).
Ogni motivo decorativo tradizionale ha un suo nome e un suo significato
risalente all’originaria destinazione principale dei lavori al macramè, che
erano doni nuziali e come tali furono riportati, considerata la preziosità, in
numerosi antichi testamenti, nell’elencazione dei beni lasciati in eredità.
Ogni motivo è un messaggio d’augurio non scritto, ma rappresentato. Ci sono
simboli di unione, di saggezza, di prosperità, che vanno dal classico
linguaggio dei fiori rappresentati, alle virtù e alle doti dei personaggi di
cui portano il nome.

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