Le mistocchine o i necci o “nicci“, sono dolci tipici della Montagna Pistoiese, della Garfagnana e dell’alta valle del Renoe del Bolognese . Si possono considerare gli antenati poveri delle crêpes. Altri nomi utilizzati sono ciacci oppure patolle (con cui si identifica un impasto più consistente).
La base dell’impasto è composta da farina di castagne, acqua e sale; la difficoltà maggiore è data però dalla loro cottura, appositi strumenti, detti “testi“, da mettere sul fuoco del camino, oppure i “ferri”, che sono dei cerchi di ferro con dei lunghi manici, che vanno messi sul piano della stufa a legna. I testi sono più usati sul versante bolognese dell’Appennino, i ferri, maggiormente sulla Montagna Pistoiese.
Una volta cotti, i necci vengono generalmente riempiti con ricotta (nella versione di lusso con scaglie di cioccolato fondente e/o canditi) ed arrotolati come se fossero cannoli.
Si tratta del piatto povero assolutamente all’opposto dello squisito Monte Bianco
Nella ricetta che vi trascrivo all’acqua è sostituito il latte ; si tratta comunque di un alimento assai semplice che , come vi ho detto per altri richiede l’ottima qualità degli ingredienti .
Quando ero bambina assieme all’inverno compariva sempre una vecchina che nel centro della mia città, Bologna li preparava al momento usando un vecchio bidone di ferro ; li avvolgeva nella carta gialla per intenderci quella usata una tempo per incartare la carnali e li si mangiava senza nulla; a differenza dei necci toscani una forma leggermente ovale e li chiamavamo “ mistocchine “
fate scaldare o l’apposita piastra di ferro o, come nel nostro caso una crepi era; quando è rovente, versate un mescolo di crema e lasciate cuocere da un lato e poi rigirate; finché sono calde portate in tavola e copritele con dell’ottima ricotta.










Grazie mi spiace per la dimenticanza ; in ognic aso noi bolognesi le facciamo senza arricchirle con nulla
quella nonnina era la mia bisnonna si
chiamava Enrica Trebbi
Caro Luciano, grazie per il tuo scritto; sapessi che ricordi dolci! mi hai dato i brividi ; la tua bisnonna era un punto di riferimento in pazza Aldrovandi o al portico dei Servi o on altri luoghi cittadini specie in occasione di feste cittadine ; la mia nonna mi comprava sempre le mistocchine che erano incartate nella carta gialla da macellaio .
Se per caso tu avessi una fotografia e non ti spiace , la pubblico: era un monumento cittadino e non si dovrebbe perdere il ricordo