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Il Puncetto

gennaio 15, 2009

E’ una trina della Valsesia, un pizzo fatto a mano  lavorato con filo sottile ; il nome deriva dal  dialetto piemontese e lombardo “punc” che significa punto ed orna i costume delle valli  del Piemonte e delle regioni alpine . Le sue origini fanno risalire la tecnica all’anno mille con l’arrivo dei saraceni nel Vallese, confinante ;altri lo riportano alla influenza spagnola e al 1700 .Nella sua esecuzione si usano motivi decorativi geometrici, leggeri come una filigrana, che sembrano intarsi e che si ripetono,

proprio come nell’arte araba. Testimonianza storica certa sul Puncetto la lasciò Gaudenzio Ferrari, il più illustre artista della valle, che nel 1500 abbellì la veste delle sue Madonne con questa trina. Dopo di lui, pittori e modellatori che operarono nelle cappelle del Sacro Monte di Varallo, ricreando vere e proprie scene di vita popolare, utilizzarono questa trina per nobilitare i costumi di quei tempi.

Il momento di maggiore splendore, però, il Puncetto lo ebbe quando venne scoperto dalla Regina Margherita di Savoia, amante della Valsesia, che lo fece conoscere a corte tra le sue donne.

Era il frutto del lavoro della donne delle valli, che  vi si dedicavano nelle lunghe sere invernali alla luce   del fuoco e delle lampade ; come altre , anche l’arte del puncetto si tramandava oralmente e la tradizione non si è persa solo grazie  a coloro che , con l’aiuto della locale comunità montana  hanno mantenuto questa arte antica .

Le sue applicazioni sono varie, principalmente ornano i costumi tradizionali  arricchendo i tessuti di panno e velluto , ma si usa per tovaglie,  lenzuola ed altra biancheria ; oltre che bello è solido.

 Per la realizzazione si usa un filo per uncinetto nelle grossezze dal 50 al 70 .

 sopra vedete alcune immagini di preziosi inserti a puncetto

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