INTORNO AL TAVOLO  -i fondamentali

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 Lo Zucchero     Il Parmigiano   Tipi di cottura e Strumenti di Cottura
La Farina Bianca : Quale usare -La Pasta Frolla--  Pasta Sfoglia La pasta per Pasticci di Carne-  La Pasta brisè
La Farina di Mais :le Polente - la Polenta Pasticciata- La Polenta Taragna -  Dolci con il Mais

 

                                                  

 

 

ra le cose che ho  ereditato dalla mia bisnonna , tramite la nonna, ci sono alcuni libri di cucina: un Artusi in edizione 1910; un libro di ricette”la cucina igienica” ed Sonzogno 1878; un altro volume  di ricette di cucina “ Biblioteca per tutti “Ed, Salani 1907  .

Fra le pagine sono rimasti appunti scritti con il pennino in quella grafia ordinata di chi doveva scrivere bene e lo imparava a scuola; ma soprattutto sono rimaste nozioni preziose ed apparentemente semplici .

     In cucina ci sono alcune nozioni  e alimenti FONDAMENTALI senza i quali cioè .. non parliamone neppure . Di questi cercherò di darvi alcune notizie

                                                                 La cottura degli  alimenti.

 

 In antico i nostri progenitori indubbiamente mangiarono cibi crudi ; come poi siano passati alla cottura apprendendo che il cibo era migliore  in questa forma possiamo solo immaginarlo: animali bruciati in un incendio , un  uovo rimasto al sole, un cibo dimenticato su una pietra che il  calore  del sole  o altra fonte occasionale di calore abbia riscaldato. Non lo sappiamo, certo che i nostri avi appresero che era necessario un contenitore che consentisse la diffusione del calore all’interno senza deformarsi . Forse uno dei più antichi  recipienti dovette essere di argilla ,  materiale che non consente però una buona cottura dei liquidi in quanto è porosa.

La scoperta dei metalli portò molto avanti la cultura della cucina  con  la smaltatura e stagnatura dei metalli stessi .

Immaginate  i grandi paioli appesi a grandi camini ?  quelli in cui le Fate preparano le loro magiche pozioni o in cui cuociono gli alimenti degli abitanti  dei castelli ?

 Gli scavi hanno portato alla luce recipienti di bronzo  di epoca romana, forchettoni , padelle  tortiere .

  Dal  medioevo era diffuso il rame  , stagnato all’interno , così pregiato che le padelle e casseruole costituivano lasciti testamentari..

 Fino agli anni ‘40  nelle nostre case si trovavano  quelle splendide enormi batterie di pentole di rame  che decoravano intere pareti con i recipienti di varie forme appesi a griglie di legno . Sono scomparse purtroppo durante la guerra , per ragioni a questa legate ma anche sostituite da altre materiali che erano indubbiamente meno belli ma molto più comodi  come  l’alluminio . Questo, come il rame ha il pregio di essere un ottimo conduttore  , trova applicazione in vari settori fino dai primi dell’800.

 La scelta dei recipienti di cottura nei materiali idonei è essenziale.

 Del tutto errato scegliere le batterie di pentole in un unico materiale in quanto ogni tipo di cottura richiede una forma e un materiale ad hoc .

 Padella di ferro : il ferro è un cattivo conduttore di calore  ma è indispensabile per i fritti che richiedono una alta temperatura del grasso di frittura:  deve avere almeno 2 mm . di spessore .

 Terracotta :richiede  pulizia accurata perché , essendo porosa, conserva il sapore dei precedenti alimenti  e può facilmente rompersi  ma  è ottima per  i sughi come il ragù o spezzatini  e stufati . Molto bene anche  le grandi pentole per i minestroni di verdura come le ribollite e zuppe di cavolo; sono molto belli anche per portare  i cibi direttamente in tavola

 Pietra ollare :  è un pietra, un serpentino,  abbondante in Valtellina ;fragile  impiega molto tempo a scaldarsi ma è eccezionale per lunghe cotture perché mantiene il calore a lungo. Ottimo per brasati, zuppe,  stracotti.

 Prima di usarla è utile spalmare l’interno con uovo sbattuto lasciato asciugare;per impermeabilizzare e spalmare l’interno con  olii e farli assorbire  alcuni giorni poi risciacquando accuratamente.

Vetro da forno : trovo ottimi gli stampi di vetro per dessert freddi come le bavaresi ricordandosi di bagnare il recipiente con alcol prima di versare il composto e metterlo in frigorifero : si staccherà più facilmentePer al cottura a forno non lo amo affatto .

 Il rame: è un ottimo conduttore e si usa in varie forme di recipienti , le padelle per mantecare , i brasati , la polenta  e tanti altri . Deve essere stagnato e oggi il rivestimento si fa con leghe metalliche in cui compare anche argento il che è ulteriormente  utile per la cottura ; le pentole di rame sono molto belle e possono essere portate direttamente in tavola

. Tecniche di cottura

 brasare o glassare  :  implica il rosolare  il cibo  in grassi a temperature  elevata , sfumarli con vino e poi porli inforno  bagnado con il liquido durante la cottura .Si usa per carni rosse o bianche , e si utilizzano recipienti in rame o alluminio  ,le casseruole ,oppure la ghisa .Tipica la  casseruola ovale  .

bollire  : il cibo può essere posto in acqua fredda o calda ; si usa  alluminio o acciaio , con o senza coperchio  mantenendo il liquido a temperatura superiore ai cento gradi.

Si usano pentole alte , le cosiddette marmitte , di forma cilindrica a volte di grandi dimensioni ; particolare la pesciera  in alluminio  o rame,di forma ovale , indispensabile per la cottura di pesci di grandi dimensioni .

Cottura a forno :  si usano recipienti diversi, ad anello, stampi rettangolari o  tondi, tortiere , placche da forno, in alluminio generalmente; è una cottura che non richiede liquidi e che avviene generalmente senza coperchio  con la accezione di alcune preparazioni ;il crème -caramel o i flan di verdure , che si mettono in formo a bagnomaria ; a volte anche coperti .

 Le tortiere debbono essere preparate spalmando il fondo e le pareti con grassi e a volte con farina , pane grattugiato per evitare che il cibo attacchi al fondo ; le placche da forno debbono essere previamente unte .

 Mantecare :  significa ammorbidire , legare  il cibo con un condimento o sostanza grassa come panna , burro  o liquida ; tipica procedura per cucinare risotti  o per terminate la cottura della pasta utilizzando padelle  basse  o medie  in alluminio o rame stagnato ; è una tecnica in uso per i risotti, o anche per al cottura della pasta. Quanto a questa per renderla  più saporita  consiglio di toglierla dall’acqua a metà cottura e  metterla in padella con il suo sugo , che sia ragù o altro e finire la cottura assieme . Sarà molto più gustosa. .

 Stufare  si usa pietra ollare , rame stagnato  alluminio .  E’ la cottura di umidi  e legumi .Si versano verdure in grassi e gli si fa emettere il liquido , si aggiunge la carne  e dopo averla fatta colorire  si aggiunge il liquido facendo cuocere a fiamma bassa ; come recipiente consiglio al casseruola ovale ; questa è ottima per  cuocere interi i tuberi , come le patate ,  a cui , se il coperchio chiude ermeticamente non è necessario aggiungere liquidi .

 

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o zucchero che noi conosciamo, quello raffinato è comparso di recente  sulle tavole ; il primo fu tratto dalla canna da zucchero, e rimase per molti secoli l'unico possibile. Fu trovato fino dai tempi di Dario, il re persiano, in India sotto forma di sciroppo che , asciugato produceva dei cristalli; dall’oriente  le guerre di conquista di Alessandro Magno fecero conoscere questo alimento la cui coltivazione fu poi estesa dagli arabi in tutti i loro territori. Fu diffuso dai mercanti Veneziani e Genovesi e coltivato in Sicilia. Era comunque prodotto di lusso usato solo dalle classi abbienti ; per gli altri c’era il miele che in epoche precedenti era l’unico dolcificante conosciuto . I dolci anche in epoca romana e greca erano fatti con miele   mescolato ad altri ingredienti soprattutto frutta  secca e pasta  a formare tutti i tipi di pani dolci o panzpeziali  che ancora oggi  produciamo e che hanno appunto origine antichissima .

In America la coltivazione della canna da zucchero giunse portata dagli spagnoli ; lo zucchero di quei luoghi era  meno costoso, talchè nacque  un traffico di importazione che comportò la massima diffusione del prodotto .

 Fu alla metà del 1500 che si cominciò a trarre lo zucchero dalla  barbabietola  che però non fu commercializzata se non molto più tardi. Le guerre napoleoniche  portarono ad un blocco delle importazioni inglesi  e lo zucchero di canna, che giungeva in Europa via mare, sparì in breve tempo dai negozi. Per necessità  si cercò una alternativa e  nella prima metà del 1700 si estrasse saccarosio dalle barbabietole ; per la prima produzione industriale si deve aspettare il secolo successivo.

Il minor costo del prodotto lo rese accessibile a tutte le classi sociali  e il dessert ( da desservire , pulire la tavola) in sostituzione della frutta , divenne la tipica chiusura del pranzo  .

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  due parole sul armigiano

il parmigiano è essenziale in una infinità di piatti sia  primi che secondi ; ma attenzione : i piatti  tradizionali , che sono anche i più semplici ,dove i sapori non vengono "coperti" da salse o varie preparazioni, impongono l'uso di ingredienti di ottima qualità; è indispensabile utilizzare per i passatelli o i tortellini (per fare solo due esempi ,  un parmigiano di prima scelta , altrimenti il gusto del vostro piatto a cui avrete dedicato tanta cura e impegno, sarà gravemente penalizzato .Non lesinate pertanto sul costo del prodotto e ricordate che non basta il marchio   "parmigiano reggiano " eventualmente  stagionato 36 mesi, perchè il giusto dipende  come può spiegarvi l'esperto da vari fattori ( zona esatta di provenienza, modalità di invecchiamento , latte utilizzato ,mancanza di difetti nella pasta e altro ) .

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                                                                            ARINA  BIANCA

Le farine meritano un discorso approfondito : fanno parte della storia dell’uomo in quanto il loro uso è antichissimo ; indubbiamente il principale alimento dei nostri progenitori cacciatori fu la carne  assieme  ai frutti che crescevano spontaneamente e alle bacche ;  ma i nostri bis…. bis.. nonni impararono presto a coltivare e a macinare o almeno a pestare gli alimenti per triturali . Le farine , dei cereali più diversi, sono un alimento base ; non a caso in tutte le culture esistono impasti non lievitati che poi nei secoli si sono arricchiti e sono stati conditi: tortillas, piadine, pizza , pasta emiliana.

La farina si ottiene dalla a macinazione delle cariossidi dei cereali o di altri prodotti amidacei. Costituente fondamentalmente di tutti i tipi di farina è infatti l'amido.Nell'uso comune, il termine farina serve ad indicare quella di grano e in particolar modo quella di grano tenero, mentre si usa la parola semola per la polvere di grano duro. Quest’ultima  è leggermente giallognola e viene usata per alcuni tipi di pane .  Per l’uso  nella fabbricazione di pane e pastala farina di grano è la più diffusa  nel mondo. Esistono  però farine di mais, di orzo, di farro, di riso, di avena, di segale, di Kamut etc. oppure di legumi, di tuberi .

Dire farina perciò non basta ; non solo perché di farine ve ne sono molti tipi , ma perché anche  se la parola è usata senza ulteriore specificazione nelle ricette , in realtà non tutte le farine  anche di grano tenero sono uguali .  Quella  piu adatta per piatto che richieda una lunga lievitazione non lo è per la  preparazione della pasta frolla – Infatti durante l’impasto  le proteine dell’alimento  si legano formando il GLUTINE. Con riferimento a questo  si  parla di Forza della farina che  , per dirla in modo semplice , sta ad indicare la capacità  della massa composta da farina ed acqua di essere elastica  e trattenere amidi e gas . In sostanza, in base alla quantità, ma anche alla qualità, del glutine contenuto in una data farina, l'impasto con l'acqua avrà più o meno resistenza ed elasticicità, e varierà anche il tempo necessario per la lievitazione. Tecnicamente, la forza di una farina si indica con il fattore di panificabilità W che è utile agli specialisti e ai panificatori  ma  non viene indicato sulle confezioni e che sarebbe indispensabile anche  per noi ; infatti per tanto tempo mi trovai a non riuscire più a fare bene la pasta frolla  senza comprendere il motivo; solo molto tempo dopo mi è stato fatto notare che  per una pasta non lievitata è necessario usare una farina debole .

Una farina con alto  valore di W cioè alto contenuto di glutine, assorbirà molta acqua e l'impasto sarà resistente e tenace, lieviterà lentamente perché le maglie del reticolo di glutine saranno fitte e resistenti. Viceversa, un W basso indica una farina che ha bisogno di poca acqua e che lievita in fretta, ma che darà un impasto leggero e poco consistente.
Il valore Fino a 170W (deboli): per biscotti, cialde, grissini e dolci friabili; anche per besciamella e per rapprendere salse. Assorbono circa il 50% del loro peso in acqua. Da 180W a 260W (medie): Pane francese, panini all'olio, pizza, pasta: da 280W a 350W (forti): Pizza, pasta all'uovo, pasticceria a lunga lievitazione: babà, brioches

Come fare per conoscere il W ?  si possono trovare  farine con quella indicazione nei negozi specializzati , ma non è facile ;in  genere per regolarsi, una stima della forza della farina si può fare guardando il contenuto di proteine riportato sulla confezione;maggiore è il contenuto di proteine maggior è la forza della farina .

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 Le paste che vi propongo sono fondamentali per tanti piatti ; oggi le trovate facilmente anche pronte , surgelate , ma non sono come quelle fatte da voi ;per una perfetta riuscita di tutte  è necessaria  una farina povera di glutine cioè con poca forza;

                                                                    La pasta sfoglia

affonda le sue radici in epoche antiche, come testimoniano ricette come quella della baklava.

 Farina gr 300-Burro 200

Impastate la farina con acqua calda ma non bollente ; salate-fate un pane che lavorate almeno mezz’ora ; avvolgetelo in un canovaccio  e lasciatelo riposare .Nel frattempo lavorate il burro con le mani bagnate  formatene un pane  e gettatelo in una catinella di acqua fresca; asciugate il burro, quando sarà rappreso e passate il panetto in un velo di farina  -

 Spianate la pasta con il matterello  e rinchiudetevi dentro il pane di burro; avvolgetelo nei lembi della pasta che chiuderete con le dita  formando una specie di pacchetto-  Spianate la pasta  col matterello facendo attenzione che il burro non esca ; ripiegate la pasta  in tre  e spianatela di nuovo ; ripiegatela nel senso inverso rispetto  a quello della prima volta cioè se prima avete piegato in tre in orizzontale, ora piegate in verticale  ; fate raffreddare in frigo ; spianate di nuovo e ripiegate nel senso opposto; ponete in frigo ; spianate e ripiegate ; ripetete queste operazioni almeno  sei volte .Ogni volta che ripiegate la pasta cercate di darle una forma rettangolare .

 Fate raffreddare e utilizzatela  involtini, crostate salate , cestini ; per il vitello in crosta .

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Pasta  frolla

 È fondamentale per preparare biscotti o torte ;  per farla più secca si usano  uova intere ; più friabile solo i tuorli  e aumentare il burro; farla riposare prima di stenderla con il matterello .

 Vi propongo una ricetta base  ma vi sono altre versioni

240 gr di farina
160 gr di burro

80 gr di zucchero a velo
due tuorli d'uovo  ,scorza grattugiata di limone ,aroma di vaniglia

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  farina 500 gr

zucchero gr 220

burro gr 180

strutto gr 70

2 uova e un tuorlo

 scorza di limone grattugiata

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 farina gr 250

zucchero gr 110

burro gr 125

un uovo intero e un tuorlo

 la prima ricetta è forse più adatta a crostate ; comunque provate voi quella che preferite ; prima di metterla in forno se non dovete farcirla,  bucherellatela con uno stecchino e fate delle strisce ornamentali con il matterello  rigato o con  una forchetta ; potete passare sopra il tuorlo di uovo sbattuto con un filo di olio per lucidarla. 

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       PASTA BRISE'

g
500 di farina bianca
g 250 di burro
g 125 di acqua fredda
sale.

 

 Prima di tutto,  con un  coltello piuttosto grosso, tagliate il  burro a pezzetti ; sfregatelo con i polpastrelli in  modo da ottenere uno sfarinato  a cui unite l’acqua fredda e poco salata ; impastate , avvolgete in pellicola o stagnola  e mettete in frigo .

Pasta per pasticci freddi di carne

  Questa pasta serve per i pasticci di carne freddi ; una volta preparata , rivestite il recipiente in cui ponete il pasticcio di carne con una parte della pasta ; mettete il ripieno, copritelo con il resto della pasta e poi cuocete in forno , fate poi raffreddare

  250 gr di farina

 70 gr diu burro

 sale

 latte quanto basta per impastare

 fate un pane  lasciate riposare per mezz’ora ; puo bastare per un pasticcio freddo di carne di circa mezzo chilo

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  Un discorso a sè merita la Farina di AIS

 

Come molti altri alimenti fondamentali nella nostra tavola ( fagioli, patata ad esempio )  il mais venne  dalle Americhe a seguito della scoperta del nuovo mondo. Questo seme , resistente, attecchì  e fu la base della alimentazione di generazioni .

Il mais, oltre che granoturco, fu presto denominato anche sórgo per via del fatto che germogliava precocemente In realtà come  per ogni cosa l’introduzione di questo alimento ebbe un aspetto negativo , la diffusione della pellagra grande piaga sociale nei tempi oscuri  per la carenza  di vitamine  che una alimentazione simile comportava .

 Dal Mais  con macinazione diversa si ricava la comune farina gialla. La farina bramata è quella più grossa; si dice   fioretto quella macinata a grana grossa;fumetto è la farina macinata finissima, adatta per dolci  La farina a grana grossa è quella tipica usata nelle valli del Trentino, Veneto e Lombardia, in particolare nella bergamasca;dà una polenta soda, classica. . La farina a grana sottile è tipica delle zone friulane e di alcune venete. La finissima dà una polenta morbida, tipica della Toscana, Lazio e Abruzzo.

 La FARINA BIANCA, è ottenuta dal mais senza pigmenti,  si prepara come quella gialla ed è tipica sia del Veneto sia del Friuli

.La FARINA SCURA è ottenuta dal grano saraceno, pianta probabilmente proveniente dall'Asia, portata in Africa e poi dai Mori in Spagna, che niente ha a che vedere con il mais. La polenta che si ottiene è soda e ruvida, indispensabile per preparare la  taragna Valtellinese.

COME PREPARARE UNA BUONA POLENTA.

 Innanzitutto…non parlatemi delle precotte : la polenta deve essere  cotta e  mescolata per il tempo necessario ; oggi vi sono polentiere  a motore che possono essere messe sul fuoco ma ove appunto il motore aziona la pala e vi risparmia la fatica .

 Io consiglio il paiolo di rame che  è un ottimo conduttore di calore e fa cuocere in modo uniforme .; potete trovare anche  paioli con il doppiofondo di rame o paioli antiaderenti..

Mettete l’acqua nel paiolo, salatela e fatela scaldare fino quasi al bollore ; buttate a pioggia la farina sempre mescolando  Perché cuocia è necessaria un ora , 45 minuti ; la farina  a grana grossa impiega più tempo ; deve essere rigirata continuamente ed è pronta quando  si forma una crosta e si stacca dal recipiente . Se durante la cottura  asciuga troppo  aggiungete acqua, sempre calda . Se nonostante il vostro mescolare si sono formati grumo, usate un miscelatore ad immersione.

 Una volta pronta ci sono varie scuole di pensiero: a me piace molto morbida e servita in una recipiente ,raccolta  con il mestolo; altrimenti rigiratela sul tagliere di legno ; con uno strofinaccio bagnato che batterete con le mani, datele la classica forma a polenta e fate leggermente rapprendere; tagliatela a fette con il filo o con un coltello di legno. Il filo è quello classico da cucito, grosso e ben teso con le mani ; si passa nella polenta per tagliarla . Condite con carni al sugo o formaggi .

 In casa mia per la polenta si usava una miscela di farina sottilissima e grossa nella proporzione di un terzo grossa e due terzi sottile .
 
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La  polenta il giorno dopo la polenta  può essere fritta . Tagliatela a fette  e poi passatela direttamente nell’olio bollente ; asciugate in una carta , e mangiate ; in casa  mia si usava a colazione con il caffelatte . Non ci crederete ma è una cosa .. da urlo

Polenta di mais
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La polenta di mais é generalmente gialla ma ne esiste anche un tipo bianca, realizzata con il granturco bianco, dal sapore più delicato simile a quello del semolino, usata spesso in Veneto.


Polenta di grano saraceno
è molto saporita : usata in Valtellina e nella bergamasca  è fatta con farina di mais e di grano saraceno; questo cereale   è originario dell’Asia ;è l’ingrediente base per preparare la polenta taragna

  1 chilo di farina

 600 gr di formaggio valtellinese o “branzi” 200 di burro .

Quando la polenta è pronta , mescolatevi il formaggio a dadini e il burro  fino a formare una crema filante ; si serve in ciotole o scodelle

 

Polenta di farro
l farro è il cereale di cui si ha traccia più antica; si coltivava  nell’antico Egitto e ne sono state trovate tracce  nelle tombe dei faraoni. Lo nominato i poeti altini e poi è stato sostituito dal frumento .Nell’Antica Roma era popolare la puls punica, la polenta di farro alla cartaginese, così come la trasmette Catone il Vecchio nella sua De Agricoltura (II, 2, 85), fatta con cacio fresco, miele e uova.

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 le polente vengono accompagnate da sughi o formaggi o possono essere "pasticciate "

preparare la polenta tenera ; in una pentola o pirofila da forno mettete uno strato di polenta, uno di ragù e parmigiano; polenta , ragù fino all'orlo ; mettete inforno fino a dorare la superficie

 

 Con la farina gialla si possono fare anche dolci come il Migliaccio o i Gialletti e la Pasta di farina Gialla

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