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Storia del merletto e del ricamo - parte 1 |
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Francois Pourbus-Maria Stuarda |
merletto ad ago- Burano |
| Le trine ad ago |
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Troverete di seguito alcuni cenni informativi sulla storia del merletto e del ricamo , su cui però non mi dilungherò troppo dando la preferenza ad argomenti pratici . Per approfondire la storia , vi sono alcuni bellissimi e completi siti a cui si può fare riferimento .Ampie ed approfondite notizie sulle tecniche di merletto e ricamo troverete nel bellissimo volume " Ricami Italiani antichi e moderni" (ed Nuova SI s.a.s ) di Elisa Ricci ; questa ,donna di grande cultura ,è stata la maggiore studiosa del merletto e del ricamo ; la prima edizione del libro è del 1925
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Il ricamo è un’arte antichissima, apparsa molto probabilmente in
Oriente.La sua storia può essere ricostruita citando fonti storiche
e iconografiche e purtoppo solo in piccola parte studiando i reperti
autentici.Si parla di ricamo nella Mitologia, nei poemi di Omero e
di Virgilio e nella Bibbia; quando Mosé prepara il Santo
Tabernacolo lo descrive con queste parole: "…fece il velo di porpora
viola e di porpora rossa, di scarlatto e di bisso ritorto. Lo fece
con figure di cherubino, lavoro di ricamatore." (Esodo 36,35). Non
mancano, anche se ridotte in piccolissimi frammenti, testimonianze
dirette: in Egitto sono state rinvenute strisce decorative risalenti
a secoli prima di Cristo, così anche in Attica sono rinvenuti dei
pezzi di lino ricamati risalenti all’epoca classica.Storici di epoca
romana narrano che Nerone pagò quattro milioni di sesterzi i drappi
per il triclinio coperti di ricami, ed Eliogabalo fece riprodurre
sulle tovaglie ,con l’ago, i cibi dei banchetti .Il Ricamo era lusso;lusso orientale assieme ai tessuti,ai profumi ,alle gemme
rappresentava il modo più semplice per impreziosire e
personalizzare, aumentandone così dignità e prestigio,i capi
d’abbigliamento indossati da personaggi di grande risalto politico o
religioso.In Italia, e precisamente in Sicilia, questa arte inizia
intorno all’anno mille, durante il dominio dei Saraceni, che vi
introducono laboratori di tessitura e di ricamo, rispettivamente
Thiraz e Rakam; La parola ricamo deriva dal lemma arabo raqm (racam)
.
In Italia, fin dal
Trecento, esistono laboratori in tutta la penisola e in particolare
a Firenze. Nel quattrocento e nel cinquecento, è
documentata la collaborazione fra le “arti maggiori” e le “arti
minori”, così accade che grandi maestri di pittura, come il Botticelli e Bartolomeo di Giovanni, preparino i cartoni per i
ricamatori che poi li trasferiranno su piviali o paliotti. L’arte
del ricamo era prerogativa maschile, tuttavia ci sono prove
documentali che comprovano anche la presenza femminile e non solo
monacale. “ Teatro delle nobili e virtuose dame” Di Cesare Veccelio è pubblicata alla fine del 1500 , una raccolta di disegni per merletti dal titolo “Corona delle nobili e virtuose dame” Dei ricami dell’epoca non mancano documentazioni iconografiche nella copiosa ritrattistica: sono così molto ben visibili i ricami di seta color ruggine, blu, rossa, nera oppure con filato d’oro, a sottolineare gli scolli e i polsi delle camice
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