INTORNO AL TAVOLO :dolci e dessert

Intorno al Tavolo                                         Home

 

Fritti dolci :Frittelle di crema -Frittelle di riso -Fritelle di semolino - Le Sfrappole della mamma e i cenci -IlMigliaccio La Cicerchiata
 Biancomangiare :ricetta e storia       Certosino Bolognese          I cantucci favolosi di   Patrizia

Preparare la Frutta

Zuppa inglese: ricetta e storia 

Pane di Natale

Il cheese cake

CremèCaramell      Le Bavaresi

La Pasta genovese
   

    Il vero Monte Bianco Soufflè di cioccolato I Gialletti e la  Pasta di farina gialla   Crema al mascarpone

Torta di Riso

 

                                                                                 Cantucci favolosi di Patrizia

amalgamare - 2 etti farina -2 etti  e mezzo di zucchero -2 uova-

tritare grossolanamente 1 etto di mandorle con buccia - mescolarle all’impasto con un etto di uvetta in precedenza ammollata in un poco di vino bianco .-aggiungere un pizzico di anicini o semi di finocchio -1 cucchiaino di lievito in polvere in un pochissimo di acqua o vino bianco-impastare a mano.

 foderare di carta da forno la teglia e fare con l’impasto dei rotoli.-mettere in forno preriscaldato  a 180 g°  per 20 minuti ( forno non ventilato ).spegnere il forno, tagliare  con il coltello i rotoli  e rimettere in forno spento ma ben caldo per 2 ore .

                                                                                                                                                  torna su

 

Il cheese cake è un  ottimo dolce della tradizione inglese;la ricetta mi è stata rivelata da una gentile signora che ha vissuto a Londra e che conobbi in occasione di un the con le amiche ; il dolce mi piacque moltissimo ma  dovetti faticare molto per farmi rivelare le modalità della preparazione ;  

 ma infine ..

100gr biscotti secchi

120 gr zucchero

130  gr  panna da cucina

70 gr burro

4 uova

400 gr. di philadefia ( in mancanza di altri formaggi della ricetta originale  e qui introvabili).

tritare i biscotti  finissimi e aggiungere il burro fuso a bagnomaria , abbondante cannella in polvere  e  un terzo dello  zucchero.Con questo impasto foderare il fondo e i bordi di una teglia a bordo basso  e apribile .

 battere i 4 tuorli con lo zucchero rimasto e un  poco di limone spremuto ; aggiungere il formaggio  e le chiare battute a neve e la panna che è stata montata  a parte .

riempire la tortiera e mettere in forno coperta da una pellicola da forno.

                                                                                                                                                                                                        torna su

 

Creme Caramel Detto anche latte brulè … sembra facile….. anche perché oggi viene fatto usando i preparati pronti che sono anche buoni ma che nulla hanno a che vedere con  quello di casa mia. Ricordate che questo dolce non deve avere la pasta liscia e di colore uniforme , ma una volta tagliato, assume una bella colorazione in gradazione dal giallo al brulè dove ha assorbito lo zucchero della “camicia “.

 In realtà la riuscita dipende tutta dagli ingredienti ;,procuratevi latte di  campagna ricordando che deve essere fatto bollire per un’ora ; uova di campagna ;e nessuna fretta .

 altrimenti … fate come segue :un litro di latte , otto uova e due chiare e 200 grammi di zucchero

 fate  bollire il latte del tipo  alta qualità,fino a che non si riduce della metà, assieme ad una stecca di vaniglia e una scorza di limone ; aggiungete due cucchiai di panna da dolci . La ragione della aggiunta è data dal fatto che il latte che acquistiamo è , anche quello  di prima qualità è  estremamente sgrassato  laddove quello “del contadino “ non lo è e il risultato è assai migliore ; pertanto io correggo con un poco di panna . Quando il latte  è freddo  togliete la scorza di limone e la vaniglia,aggiungete  le uova e le chiare ben mescolate ma ,non montate, con lo zucchero.

 Nel frattempo mettete altro zucchero in uno stampo di metallo per dolci rettangolare e fatelo fondere fino a renderlo bruciato . Quando è sciolto , stando attente a non scottarvi ,girate lo stampo in modo da far passare lo zucchero in tutti i lati facendo una “ veste di zucchero bruciato “ continuando finchè non è quasi solidificato . A questo punto versate la crema ; la cottura deve avvenire in forno medio e a bagnomaria pertanto collocate lo stampo  con la crema  dentro un altro recipiente  con un fondo di acqua.La cottura deve essere fatta in forno a circa 180 gr ; è una cottura molto lunga.

Il dolce è pronto quando, forando con uno stecchino questo esce asciutto ; fate raffreddare e rivoltatelo su un piatto; questo dolce è molto migliore il giorno dopo,freddo .

 

                                                                                                                                                                            torna su         

 

 

Potete trovare varie ricette di questo dolce : con i marrons glacèès o con  la farina di castagne ; ma il vero Monte bianco , come tutte le cose  buone richiede tanta pazienza ; gli ingredienti sono semplici ma la lavorazione lunga ; i surrogati di cui sopra non hanno niente a che vedere con il vero “ Monte Bianco”

 Per la preparazione vi servono

1 chilo di marroni; prendetene un poco di più considerato che alcuni verranno inevitabilmente scartati-

 tre etti di cioccolata ben pestata con un batticarne ;  fusa o tritata  non fa la stessa riuscita -

6 amaretti grandi sbriciolati con il batticarne -

gr 250  di burro sciolto a bagno maria-

due etti di zucchero -

un bicchiere di liquore strega -

Lessare le castagne e togliere le bucce e le pelli ; mescolare con un cucchiaio di legno al burro fuso; aggiungere amaretti cioccolata e liquore ; la consistenza è di una crema abbastanza dura ; sarà un poco granulosa per la presenza di amaretti e granelli di cioccolato ; prendete uno stampo di vetro o metallo di forma  semisferica , per intenderci quella di uno zucchotto ;mettete all’interno dello stampo, a mò di fodera un tovagliolo che avrete bagnato in acqua e liquore e ben strizzato ;il liquore è utile in quanto interferisce sui tempi di raffreddamento –versate  la crema e per pareggiare la superficie e pressarla in modo che non abbia vuoti usate un vecchio trucco ; bagnatevi le mani e pressate la superficie ripetendo la operazione finchè la crema non è compattata.Coprite  con i lembi del tovagliolo e mettere in frigo  ; servire ben raffreddato il giorno successivo ; svuotare su di un piatto di portata , copritelo di panna montata e ornatelo con ciliegie sotto spirito -.. e le Fate saranno con voi

torna su

 

Pane di natale è la alternativa povera ma non troppo al Certosino ; un dolce della tradizione e a casa mia in occasione del Natale c’è sempre ; è anche il dolce per la colazione  di quel giorno e  insomma…… di ogni momento

1 chilo farina-3 etti zucchero2 etti canditi a pezzetti -2 bustine di lievito

due etti  di mandorle tritate -un etto di cacao amaro-due  etti di uva sultanina-tre  etti  di fichi secchi tritati -quattro etti di noci tritate ; un etto di pinoli ;mostarda bolognese tre etti- miele un etto-amaretti sbriciolati un  etto-un etto di burro-2 uova intere- latte q.b;

impastare la farina con il burro ammorbidendolo con le mani  , aggiungere il lievito ,il cioccolato il latte le uova battute ed il liquoree lo zucchero ; aggiungere   gli altri ingredienti; mettere in una tortiera a bordo altro imburrata ; mettere a forno caldo ,180° per 40 minuti.

 Esiste anche una diversa versione ; un poco diverse le proporzioni degli ingredienti ; provate entrambe

 1 chilo di farina, 300 gr. di zucchero-300 gr di burro;100 gr di cacao amaro- 300 gr. di mostarda bolognese - 200 gr di uva sultanina-100gr canditi tagliati piccolo-100gr di noci sminuzzate -100.gr pinoli -100 gr fichi secchi tagliati; un poco di latte per impastare  ; due buste di lievito ; liquore sassolino

                                                                                                    torna su

 

 

 

La ciambella bolognese  detta anche brazzadela appartiene alla categoria dei dolci duri , quelli cioè che sono adatti al fine pasto ma anche  alla prima colazione , e alla merenda . Si trovano molte ricette con varietà nelle dosi ; va detto che la bracciadella si usa anche in altre città emiliane  ma prende la forma rotonda con il buco in mezzo;

Gli ingredienti :

1 chilo di farina doppio zero

350  gr zucchero

250  burro

4 uova; latte  150 gr

una scorza di limone grattato

2 buste di lievito

se si vuole un goccio di grappa ; mescolare il tutto impastando bene e a lungo ; si forma una specie di pane ovale ; si spennella con roso d’uovo  battuto; si inforna in forno ben caldo.

l segreto di questi dolci semplici è solo negli in gradienti : uova del contadino, latte di primissima qualità, burro  di latteria .

                                                                                                        torna su

 

 PREPARARE LA FRUTTA

 

Spiegare come preparare la frutta  può sembrare superfluo;comunque per una pranzo è più di effetto offrire la macedonia che però comporta impiego di stoviglie supplementari; io uso una un modo di presentazione che mi pare furbo e originale, evita la preparazione delle apposite coppette e consente agli ospiti una pausa  di chiacchiere in attesa del caffè  non interrotte dal cambio dei piatti .

Prendete un grande piatto da portata in cristallo; se non lo possedete usate un piatto grande normale ma il cristallo fa meglio risaltare la disposizione della frutta ; scegliete la frutta che si possa tagliare, arance ,kiwi, banana pere, uva che farete a mazzetti, fragole e anche frutta secca tipo fichi,  prugne, datteri; disponetele nel piatto con fantasia in modo da accostare i colori  con effetto ; ponete il piatto al centro della tavola con degli stecchini grandi e lasciate che gli ospiti si servano  direttamente dal piatto di portata .

                                                                                                        torna su

                                                                                                    TORTA DI RISO

 è un dolce primaverile o estivo; a Bologna si usa nelle feste  dalla ascensione alle feste degli addobbi, cioè delle parrocchie . E' molto comodo da servire anche con il the , a merenda o per un pranzo in piedi perché  viene tagliata a quadretti o rombi e i pezzetti possono essere presi utilizzando degli stecchini .

 mandorle 150 gr

 un litro di latte – 50 gr di burro .

 un mezzo bicchiere di liquore sassolino o se non lo trovate di Strega.

 200 gr di riso- 200 gr di zucchero- cedro candito 50 gr a pezzetti

fate cuocere bene  il riso nel latte  con una stecca di  vaniglia e un pizzico di sale .

Battete 6  uova intere e due tuorli con lo zucchero; aggiungetele al riso cotto e raffreddato,  mescolate   con le mandorle, i canditi e il liquore .

 Con il burro  passare il fondo e i bordi di una tortiera di metallo , meglio se apribile ; passate del pangrattato e mettete in forno preriscaldato a circa 180 gradi ;  per la cottura provate con uno stecchino .Una volta cotta non si rovescia ma si taglia dentro la teglia in quadretti o rombi.

 

 La versione Massese e molto diversa ma ugualmente buona

 Fate bollire un etto di riso nel latte  con abbondante scorza di limone e un pizzico di sale ; colate , fare asciugare bene e  raffreddare ;intanto battete  12 uova  intere con 5 o 6 cucchiai di zucchero, aggiungete un litro di latte intero, mezzo bicchiere  in cui avete mischiato di cognac, sambuca e alchermes; mescolate la crema al riso cotto, buccia di arancia grattugiata .

  Prendete una teglia di metallo  e passate fondo e lati con burro  e spolverate con zucchero ; versate la crema  dopo avere ben mescolato ; cuocere in forno a 180 gradi ; togliete  dal forno quando, dopo avere infilato uno stecchino uscirà asciutto :  attenzione la cottura è lunga . 

Anche questa si taglia  a quadretti

 

                                                                                                                                                                    torna su

                                                                                                                                                                

Il Certosino di Bologna  

è un dolce natalizio  è detto anche panzpeziale o  in dialetto , panspzièl.

 

Fa parte della serie dei dolci tradizionali di  origine medioevale quando  si utilizzavano farine di tipo vario, miele, canditi , spezie e niente lievito .

Il nome panspeziale  appunto deriva dai tempi in  cui era prodotto dagli speziali, i farmacisti di un  tempo , coloro che trattavano le spezie . Solo in un secondo tempo fu prodotto dai frati  della Certosa, oggi cimitero di Bologna, il dolce pertanto prese il nome  dalla confraternita.

 

Il certosino fu conosciuto anche alla corte papale ma  come molti di questi dolci  regionali non si diffuse mai oltre i limiti della provincia Bolognese..

Nel giugno del 2003 la delegazione di Bologna dell'Accademia Italiana della Cucina ha depositato presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna la ricetta ufficiale del certosino (o panspeziale). La ricetta è stata elaborata a seguito di ricerche storiografiche ed è protetta con il marchio di qualità STG (Specialità Tradizionale Garantita)

Il dolce è preparato con farina, miele, frutta (cedro) candita, mandorle, cioccolato fondente, uvetta sultanina, pinoli, burro, semi di anice e cannella.Io comunque ho la ricetta della mia nonna e ve la scrivo .

 gr500 farina

100 GR DI  zucchero

frutta candita  intera e a pezzi fra cui  scorza di  arancia  e di  cedro gr500

miele gr 500

pinoli  gr 100

mandorle gr  200

cacao o cioccolata gr  20

 spezie varie gr  20( chiodi di garofano, cannella,buccia grattugiata di mezzo limone semi di anice  )

ammoniaca gr 5

 uva sultanina gr200

marmellata gr 250( si dovrebbe usare la mostarda bolognese ma poiché è assai difficile trovarla potete usare marmellata di prugne )

vino :1 bicchiere

 impastare  con metà dei conditi tritati ;mettere il tutto in una teglia da forno imburrata e coperta con ostia per cucina ; coprire tutta la superficie con la frutta candita a pezzi interi, pere , scorze, ciliegie ananas e  quant’altro  rimettendovi alla vostra fantasia ; aggiungere mandorle  caramellate cioè ricoperte di zucchero .Spennellare con burro fuso .

infornare in forno caldo circa 180 gr ; fare attenzione che non bruci ; circa i tempi di cottura , bisogna affidarsi all’esperienza i tempi di cottura :dipendono  dalla consistenza dell’impasto ; poiché non è un dolce lievitato potete aprire il forno e controllare la cottura con uno stecchino ; deve essere morbido; quando ero bambina tutta la famiglia era  coinvolta nella preparazione  che iniziava almeno un mese prima di Natale ; infatti  questo dolce si  conserva a lungo e richiede un tempo si stagionatura .

                                                                                                              torna su

 I FRITTI DOLCI

 

I dolci fritti, preparati con farine diverse , da quella classica bianca , a quella di castagne, alla farina gialla come il migliaccio, addolciti anche con il miele, sono dolci antichissimi  che trovano origine fino dai tempi dei romani : le frictilia , preparate per la festa di primavera ,erano fritte nel grasso di maiale e zuccherate .

 Generalmente dolci di questo tipo sono tradizionali per il carnevale ; in verità un tempo erano piuttosto legati alle feste di primavera che  con il carnevale non coincidono .Hanno nomi e forme diverse nelle varie regioni italiane :a volte lievitati, a volte no, a volte ripieni  di crema o ricoperti di miele e cioccolato 

Sono :

  Sfrappole o Galani  a Bologna e Venezia, Cenci a Firenze ;Castagnole dell'Italia meridionale;Tortelli dolci dell'Italia centrale .

Una nota  a parte le raviole bolognesi ; pasta non lievitata , ripiene di mostarda bolognese,( che, attenzione è una marmellata di frutta mista con  prevalenza  di cotogna e non una salsa agrodolce ), poi fritte e anche coperte di liquore .

Le sfrappole ,  galani e le chiacchiere  possono anche essere coperte da miele e/o zucchero a velo, innaffiate con alchermes o servite con il sanguinaccio o con mascarpone montato e zuccherato.

il Sanguinaccio è una crema dolce a base di cioccolato fondente amaro. Nella versione originale, il sanguinaccio è aromatizzato con sangue fresco di maiale, il che gli fornisce un caratteristico retrogusto acidulo.

Oggi sono per lo più preparati a carnevale ; i piu semplici  sono
 costituiti da pasta tagliata a strisce o comunque a pezzi e fritti .

 Le sfrappole della mia mamma  (ricetta a lei trasmessa dalla nonna) , hanno sempre avuto un grande successo : ecco qui:500 gr di farina-1 cucchiaio raso di zucchero- 4 rossi di uovo-

1 uovo intero-           ½ bicchiere di cognac                     

                       

;ne viene una pasta abbastanza dura che deve essere liscia  a ben gialla ;  tirare la pasta sottile a velo ; tagliarla con la apposita rotella a strisce irregolari , alte circa 6 centimetri e lunghe; si possono formare anche nodi e nastri .; nel frattempo fate scaldare in una padella di ferro a bordo alto ( questo tipo di padella è essenziale per la frittura ) abbondante olio tanto da coprile la frittura;il segreto sta nella temperatura dell’olio che deve essere continuamente regolata aggiungendo olio nuovo e spegnendo la fiamma in modo che l’olio non sia tanto caldo da fumare perché brucerebbe le sfrappole o troppo freddo  perché la frittura ne assorbirebbe troppo e resterebbe  molle.Debbono restare chiare quasi di colore naturale ma essere croccanti ; mettetele su carta assorbente e poi su un vassoio e spolveratele di moltissimo zucchero vanigliato .

 Come vedete , trattandosi di una ricetta antica  è molto semplice e non c’è burro ;per completezza dirò che  in altre ricette che ho trovato, la preparazione è assai diversa appunto per la presenza di burro; vi annoto la ricetta dei "Cenci  "riferita nell' Artusi ma a mio parere , con il burro  divengono più pesanti e meno friabili

 Farina 240 gr , gr 20 di burro, gr 20 di zucchero velo; 2 uova un cucchiaio di acquavite ,un pizzico di sale .

 Fate una pasta soda , farla riposare infarinata ed avvolta in un canovaccio; tirate la sfoglia della grossezza di uno scudo e tagliarla a striscia lunghe un palmo  e larghe due o tre dita; fate nelle striscia qualche incisione per ripiegarle o intrecciarle con forme bizzarre. Spolverizzarle dopo averle fritte con  zucchero a velo .

 Altra ricetta del Cenci detti anche Nastrini delle Monache è tratta dal mio libro datato 1878.

2 pugnelli di farina, fatevi un buco e mettetevi un tuorlo d’uovo 2 cucchiai di zucchero un poco di acquavite o rum; lavorate la pasta e fatela riposare 10 minuti; tagliatela a liste .lunghe un dito e larghe altrettanto ricondotte le due estremità di questi  nastrini uno sull’altro, gettateli in olio bollente, serviteli spolverizzati di zucchero

                                                                                                 Frittelle di crema

 Preparate una crema dolce alquanto densa lavorando 2 uova intere con 20 gr di zucchero; aggiungetevi 100 gr di farina e  odore di vaniglia; versatevi sopra 500 gr di latte; mettete il tutto a fuoco  rimestando finchè la farina non sia cotta ; versate su un piatto molto largo distendendola alla altezza di un dito.

 Quando sarà fredda tagliatela a mandorle passatelo nell’uovo e nel pangrattato e  friggetele servendole calde .

Frittelle di mele

 Pulite alcune mele  togliete il torsolo servendovi dell’apposito strumento tagliatele a rondelle;.lasciatele a bagno due ore un rum con zucchero e cannella in polvere  e fatele sgocciolare immergetele in pasta composta  di farina stemperata  con vino bianco ; friggetele come al solito 

Frittelle di riso

100gr di riso, mezzo litro di latte,100 gr di farina,15 gr di pinoli,tre rossi di uovo e una chiara, una noce di burro,scorza di limone, gr 35 di lievito di birra, un pizzico di sale .

Cuocete 100 gr di riso in mezzo litro di latte facendolo ben gonfiare ;  a parte mettete 40 grammi di farina a fontana e mescolatevi dentro 35 gr di lievito di birra  con un poco di  latte tiepido ; formate un pane  su cui inciderete un taglio a croce  per controllare se avrà lievitato; mettetelo su un tegamino nel cui fondo vi è un sottile strato di latte : copritelo e lasciatelo vicino al fuoco perché lieviti. Versate il panino nel riso cotto, aggiungete le uova  il resto della farina, pinoli ,uvetta   e se occorre un altro poco di latte .

Lasciate riposare  vicino al fuoco per varie ore . Montate bene  le chiare delle tre uova ,aggiungetele al composto e mettete in padella a cucchiaiate .

Levatele dall’olio spolveratele di zucchero e servitele calde.

Frittelle di semolino

  Mescolate un litro di latte  con 6 cucchiai di zucchero e quando bolle gettatevi a poco a poco  160 gr di semolino che lascerete cuocere  fino ad ottenere  una polentina  soda , rimescolando continuamente perché non attacchi .

Lasciate raffreddare  unite 6 tuorli di uovo e due chiare  battute a neve , un poco di cedro candito , scorza di limone e 35 gr di uva passa.

 Formate con il composto delle pallottole  che immergete nell’uovo battuto   e nel pangrattato e poi friggerete

Spolverate di zucchero prima di servire .

Frittelle di farina gialla o migliaccio

 è un dolce arcaico come dimostrano gli ingredienti ; risale ai tempi in cui l'olio era alla portata di pochi e la farina più comune era la gialla .Provatelo anche se vi sembra troppo.. singolare ; sarete sorpresi .

300 gr di farina gialla uva secca 100 gr

50 gr di strutto

gr 30 di pinoli

3 cucchiai di zucchero

ungete una teglia con lo strutto e infarinatela

 A parte avrete intriso la farina con acqua bollente ; mescolate  lo zibibbo ,lo zucchero e i pinoli e ponete in fondo alla teglia preparata una fetta di strutto ; versate l’impasto e pareggiatelo  col mestolo ; passate altro lardo sulla superficie e un rametto di rosmarino

 

                                                                                                               torna su

                                                                                                        Raviole Bolognesi

Le RAVIOLE sono  dolci di carnevale . Sono  appunto dei ravioli ripieni della tipica marmellata bolognese, la mostarda ; attenzione a non confonderla con le omonime mostarde agrodolci ; quella bolognese è solo dolce ma un poco asprigna . Le raviole si friggono ma possono essere fatte anche al forno .

ecco gli ingredienti per la  ricetta base

300 gr di farina

50 gr di burro

100 gr di zucchero

1 limone

1 uovo intero;una  bustina scarsa di lievito;

 battete lo zucchero con il burro fatto a pezzetti ; aggiungete la scorza grattugiata di limone e l’uovo;fate la fontana con la farina, mescolate le uova e zucchero , un poco di latte e un dito di vino; la pasta deve essere impastata finchè non si forma  una palla bella soda e liscia . La quantità del vino e del latte dipendono dalla durezza dell’impasto che deve essere quello di una pasta frolla .

Mettete in frigo e lasciate riposare almeno due ore ; tirate la pasta spessa un poco meno di mezzo centimetro; tagliate dei dischi di circa 8 centimetri di diametro ; riempiteli con un cucchiaino abbonante di marmellata e richiudeteli a metà, pressando i bordi perché siano ben chiusi .

 Fete scaldare bene abbondante olio in una padella di ferro  ; fate friggere le raviole senza che brucino ; asciugatele e cospargetele di zucchero .

 Varianti : al forno, certo piu leggera  ma meno gustosa ;

 infine … la bomba ¨una volta fritte  e raffreddate, preparate  una miscela di alchermes  con aggiunta di un poco di acqua perché non sia troppo alcolico e immergetevi le raviole senza  che restino completamente immerse  ; servitele così

torna su

La Cicerchiataaltro dolce molto antico ancora in gran uso nel nostro sud


Per la pasta

g.300 di farina,
g.30 di burro,
g.30 di zucchero,
2 uova,
vino bianco secco,
olio d’oliva per la frittura.

Per il legante:
Ingredienti:
g.120 di miele,
g.120 di zucchero,
frutta candita tritata.

Preparazione: Lavorate la pasta morbidamente con farina, uova, vino e zucchero e componete poi delle piccole palline che verranno fritte. Si prepara quindi del miele unito allo zucchero. Si versa il miele in un piatto e si impastano le palline di pasta aggiungendo la frutta candita. Lasciare raffreddare il tutto.

                                                                                                                                                                                                  torna su

                                                                                                         torna su

                                                                                                  

                                                              ZUPPA INGLESE

 

La zuppa inglese è un dolce al cucchiaio, simile al tiramisù. È  antico di secoli, tipico della zona di Bologna e Ferrara, a base di Pan di Spagna, vini liquorosi quali Marsala o Alchermes e Rosolio, cacao, crema pasticcera. Sebbene la sua origine sia dubbia, è in ogni caso molto probabile che sia un parente di un tipico dolce inglese, il trifle. Questo é composto da una base di soffice pasta lievitata, inzuppata di vino dolce e rifinita con altri ingredienti, quali la panna.
É in uso ancora oggi in Inghilterra, variamente farcito di creme differenti, quali la double cream, la heavy cream o il mascarpone. Le origini del dolce italiano si collocano nel 1500 presso la corte dei duchi d'Este. I contatti commerciali e diplomatici con la casa reale inglese erano frequenti, ed è probabile che sia stato proprio un diplomatico di ritorno da Londra a richiedere ai cuochi di corte di riassaggiare il rifle.
Nei vari tentativi la ricetta venne rielaborata dapprima sostituendo la pasta lievitata all'inglese con una ciambella di uso comune nella zone: la bracciatella. La bracciatella veniva cotta in forma di ciambella e consumata con accompagnamento di vino dolce.

Seguendo la tesi rinascimentale, si può supporre che la creazione sia divenuta comune e che, nell'intento di portarla al rango di dolce gentilizio e non popolare come il suo cugino inglese, si sia provveduto ad ingentilirlo ulteriormente sostituendo la bracciatella con il Pan di spagna e la panna con la crema pasticcera.
La presenza di due vini liquorosi quali l'Alchermes e il Rosoli
o supporta la tesi rinascimentale, dato che sono entrambi di origine medioevale. Gli infusi di fiori erano già di gran moda nel basso Medioevo; l'Alchermes, invece, é probabilmente successivo alla riapertura delle vie commerciali con gli arabi, da cui si importava l'ingrediente che lo rende rosso: la cocciniglia. Il nome, infatti. deriva da al quermez che, appunto, significa cocciniglia. Nel Rinascimento entrambi furono noti e molto usati, ma mantennero la loro importanza sino all'800.

La preparazione, così come la conosciamo oggi, fa la sua comparsa nel modenese verso la prima metà del 1800. Leo Codacci, in Civiltà della tavola contadina fa risalire l'invenzione al desiderio di una donna inglese, a servizio presso la cucina in una casa fiorentina, di riutilizzare gli avanzi di crema inglese, biscotti e budino di cioccolata. Poiché i biscotti del giorno prima erano divenuti secchi, per ammorbidirli li inzuppò con il vino dolce. L'unico elemento che risulterebbe a favore di questa tesi è la presenza del cacao, che divenne di uso comune durante il 1600.

 La ricetta che vi porto è  tratta dal volume di ricette annotato a mano della bisnonna;

 

 Per sei persone ( ma queste dosi, risalenti a epoche in cui si mangiava meno anche per il costo degli ingredienti ,sono , rispetto alle nostre abitudini, piuttosto ridotte ; quella che vi propongo basta per 4 persone ). Tutto il segreto sta.,come per altri piatti, nella qualità degli ingredienti -

  2 etti di savoiardi  o pan di Spagna tagliato a fette di mezzo centimetro-

in una casseruola sbattete  4 tuorli con tre cucchiai di zucchero e sempre mescolando aggiungete 30 gr di farina e mezzo litro di latte ; mettete la casseruola sul fuoco a bagnomaria aggiungete scorza di limone intera o grattugiata e una stecca di vaniglia- non smettete mai di mescolare; quando la crema,addensata starà per alzare il bollore spegnete e lasciate raffreddare .

 Montate a neve ferma gli albumi e unite sempre mescolando 180 gr di zucchero ; bagnate  metà delle  con alkermes e l’altra metà con un liquore bianco tipo kummel .

 Prendete una pirofila bassa e mettete metà della crema; copritela con il pan di spagna bagnato del .liquore rosso ; mettete sopra l’altra metà di crema e coprite con  il resto del pan di spagna bagnato con il liquore bianco ; al di sopra versate gli albumi montati a neve e mescolati allo zucchero e spolverate ancora con zucchero

 Mettete il dolce in forno tiepido per 10-15 minuti affinché gli albumi rapprendano

 La variante al cacao prevede che la crema venga divisa a metà e ad una parte  sia mescolato 50 gr di cacao amaro ;  il primo strato di crema sarà pertanto bianco e il secondo  scuro, divisi dalla prima parte di pan di spagna

 BUON APPETITO !!!

 

                                                                                       torna su

 

 Vi riporto le ricette dei cosiddetti gialletti, dolci di farina gialla ; le due ricette sono diverse ;

 

 

  Per i Gialletti più semplici :

Farina di granoturco gr 300

Farina di grano 150

Zucchero in polvere 200

Burro 150

lardo 70

 Zibibbo 100

 2 uova scorza di limone

 

impastare e tirare a circa  mezzo dito di altezza  cuocere a calore moderato .  Potete sostituire lo zibibbo con scorze candite e la farina sottile con quella bramata. In questo caso  i biscotti richiederanno maggiore quantità di strutto e burro , quasi il doppio .Potete anche usare solamente il burro, ma saranno meno” autentici “

 Gialletti complessi

 farina grano turco300

farina grano 100

zibibbo 100

 zucchero 50

 burro 30

 lardo 30

lievito gr 20

pizzico di sale  formate un panino con metà della farina  di grano e il lievito intrisi di acqua tiepida  e fatelo lievitare

 impastate con acqua  le due farine restanti e  gli ingredienti ad eccezione dell’uva;

 aggiungete il panino lievitato  lavorato molto e aggiungete l’uva

dividete in 15 o 16 parti

 facendo dei panini  e incidete la superficie  con il coltello formando  una graticola  fate lievitare in luogo tiepido  poi cuocete in forno  a calore moderato .

 Fra i dolci di farina di mais vi ricordo anche il Migliaccio

 


                                                                                                  
 torna su

                                                                                            

                                                                     Pasta di farina gialla

 

 Farina di granoturco gr 200

Burro gr 100

Zucchero a velo gr 80

Fiori secchi di sambuco gr 10

Rossi di uovo 2

La pasta puo., se appare troppo soda, essere ammorbidita con un goccio di acqua

Spianatela con il matterello nella altezza di  mezzo centimetro : potete metterla in una tortiera o ritagliarne dei biscotti

                                                                                                                      torrna su

 

                                                            Pasta Genovese

 Zucchero gr 200

Burro gr 150

 Farina di patate  gr 170

Farina gialla  gr110

Rossi di uovo 12

Chiare 7

Scorza di limone

 Lavorare in un recipiente  i rossi di uovo con  burro e zucchero; aggiungere le due farine, lavorare per mezz’ora e aggiungere  le chiare montate a neve -

 Preparate una teglia di rame  unta di burro e farina – spianate la pasta alta un dito  ; mettetela nella teglia e , una volta cotta tagliatela a mandorle

                                                                                                torna su

 Vi segnalo orala ricetta di un dolce tipico di Romagna , chiamato la Torta degli sposi

 

 500 gr ricotta 8 uova intere

4 etti di zucchero 2 etti di amaretti e 2 di mandorle

 un bicchiere in cui si mescolano metà di alchermes, un  poco di acqua e per la restante parte il tradizionale  amaretto.

 Lavorare uova e zucchero. Passare la ricotta al setaccio  mescolare  alle mandorle e amaretti passati al mixer.

 Foderare una teglia con bordo di circa 3 cm  con carta da forno e versate  l’impasto ; ponete in   forno  ventilato  a180 gr per  il tempo che asciughi ( si vede con stecchino ) ; togliete e quando è ancora caldo gettate  sulla torta il bicchiere di liquore.

 Buona festa !!!!

 

                                                                                           torna su
BIancomangiare

Il Biancomgiare  è una antica ricetta  il cui nome indica gli ingredienti rigorosamente bianchi ; viene interpretato diversamente a seconda dei luoghi ; la origine è probabilmente francese

( blanche mangier)  . Si diffuse in Italia forse nell’alto medioevo  ed è stato nominato fra i piatti di un  celebre banchetto di Matilde di Canossa

 

Nel Liber de coquina (XIV sec.), primo ricettario in volgare, il biancomangiare risulta confezionato con petti di pollo cotti e tagliati a filetti, farina di riso stemperata in latte di capra o di mandorle, il tutto messo a bollire a fuoco lento con zucchero in polvere e lardo bianco sciolto, finche acquisti una certa densità. Lo stesso ricettario propone una variante per la Quaresima, nella quale viene escluso il lardo e parte dominante assumono le mandorle per il loro latte, mentre la carne è sostituita da polpa bianca di pesci con  l’aggiunta di porri lessati in acqua.
Nel ‘400
Mastro Martino suggerisce una confezione più elaborata e delicata, con l’eliminazione del lardo e l’introduzione di brodo di cappone, mollica di pane bianco, acqua rosata, agresto e zenzero.
In sostanza alle origini era concepito come minestra

 Più tardi diviene  una gelatina fatta con latte di mandorle dolcificato.

 

 

[Home]

ricetta base  per 4 persone

 150 gr mandorle 150 gr zucchero, 4 fette biscottate dolci – 5 fogli di colla di pesce ,  una stecca di vaniglia ,  una bustina vanillina,  mezzo litro latte alta qualità,  1 quarto di panna – 10 cucchiai di maraschino 

 ammollate la colla di pesce in  acqua   fredda – scottate le mandorle, pelatele e passatele al mixer  unendovi un  cucchiaio di zucchero-

 Fate bollire il latte  aggiungendo  la  stecca di vaniglia , la vanillina, le mandorle  e le fette biscottate finemente pestate .; lasciate riposare il composto coperto  per mezza ora ; filtrate  attraverso un telo , rimettete a fuoco aggiungendo lo zucchero  e la colla di pesce strizzata ; mescolate finché non  prende il bollore – spegnete fate raffreddare  ; incorporate la panna montata  e lo zucchero rimasto e tre cucchiai di maraschino

 Bagnate  con il liquore rimasto un o stampo da dolci , versate il comporto e mettete  in frigo finché non si solidifica

 

 VARIANTI

 Potete aggiungere canditi colorati tritati

 Oppure preparare uno sciroppo di mirtilli o lamponi con la frutta e zucchero ; fatelo bollire , passatelo a setaccio e dopo avere rovesciato il dolce copritelo con lo sciroppo che farà un bel contrasto di colore

                                   torna su

 

                         

Bavarese   è un nome generico per un dolce al cucchiaio sempre molto gradito e di molto effetto;  il nome deriva  regione tedesca della Baviera.e sebbene sia indicata al femminile, “la bavarese”il termine corretto sarebbe al maschile, in quanto deriva dal francese bavarois e perché potrebbe essere sottintesa la parola budino: budino bavarese.

La bavarese vera e propria, d'altronde, è la particolare bevanda francese che ha dato il nome a questa preparazione.

 Il dolce  si solidifica grazie alla  colla di pese, basilare addensante  venduta in fogli  che sono di peso variabile ;per questo motivo nella  nelle preparazioni si deve  tenere conto non del numero dei fogli ma del peso . I fogli vanno ammollati in acqua e poi strizzati e  mescolati al composto ; la crema base può essere variamente composta  e può variare dalle preparazioni complesse a base di panna o creme varie ,alle più semplice costituita solo di passati  di frutta ; potete comunque sbizzarrirvi  con fantasia .

La base sia di crema che di frutta è miscelata e “ montata “questo perché con tale operazione si fa entrare nel composto aria che lo rende  soffice .

 

 

 ALCUNE REGOLE FONDAMENTALI

 

 Per montare la panna ricordate che deve essere ben fredda ; quando poi la mescolate ad altri ingredienti  ricordate di  farlo lentamente, a mano , non mescolando in tondo  ma sollevando il cucchiaio o meglio una spatola piatta  dall’alto in baso girandola  verso di voi ; in diverso modo si “smonta “ cioè vengono meno le particelle di aria  che vi sono contenute – Uguale cura per montare le  chiare di uovo : toglietele dal frigo un quarto di ora prima e montatele ben ferme anche con l’aiuto di un robot da cucina ; l’importante è di unirle al composto base  mai girando in tondo il cucchiaio , ma usando lo stesso sistema che vi ho detto per la panna . Si possono mescolare al composto base anche frutta secca tritata .

  E’ sempre buona regola di fare cuoce il composto base, quando al ricetta lo richiede, a bagnomaria, specie se contiene latte e uova per evitare che si attacchi o prenda sapore di bruciato .

 La permanenza del dolce in frigo è variabile e dipende dai composti – per sicurezza lasciatelo una notte il che  è vantaggioso perché vi consente di preparare il giorno prima .

Una volta versato sul piatto di portata può essere decorata con passato di frutta  in colore contrastante o una crema all’uovo o al cioccolato a seconda del sapore base  e pertanto del spore base del dolce .

 Ecco vari suggerimenti

 

 BAVARESE AI PETALI DI ROSA

 400 gr di panna montata

 200 gr di confettura di petali di rosa

2 fogli di colla di pesce –un cucchiaio di curacao bianco una manciata di petali di rosa- 200 gr di zucchero- 250 di fragole o lamponi

 fate macerare i petali  con metà dello zucchero , succo di limone  e una parte della frutta .

Mettete a bagno la colla di pesce .- strizzatela  e scioglietela a fuoco moderato  in un cucchiaio di acqua .

 Mescolatela alla confettura di rose – fate raffreddare  ponete in frigo  e aggiungete i petali  sgocciolati , il liquore e la panna – Mettete in stampo meglio se di rame , fate solidificare in frigo, ; passate lamponi e fragole nel mixer  e servite la bavarese con questa salsina .

                                                                            

                                                                        BAVARESE SPEZIATA AL CIOCCOLATO

 

200 gr di cioccolato bianco – 2 dl di panna -2 dl di latte – un albume- un cucchiaio di zucchero  - 5 gr di colla di pesce – un pezzetto di cannella vaniglia e noce moscata .

 Scaldate il latte  con la stecca di vaniglia  e cannella  e un pizzico di noce moscata e spegnete al bollore –gettate nel latte  caldo il  cioccolato tritato fine mescolando finchè non fonde –ammollare la gelatina  scioglietela in un cucchiaio di latte tiepido  e unitela al cioccolato – Fate riposare  dieci minuti - Unite l’albume montato a neve ben ferma- Versate in uno stampo  e mettete in frigo .

 Sul dolce  al momento di servire versate   una salsa di arancia preparata grattugiando la buccia del frutto  e ponendola in un pentolino  con un cucchiaio di zucchero  e tre di succo di arancia - scaldate e fate addensare un poco e una volta raffreddata  versatela sdul dolce

 

BAVARESE AI PISTACCHI

 gr 100 di zucchero , due cucchiai di miele – 70 gr di pistacchi- 3 tuorli di uovo- 4 fogli di colla di pesce – 4 fette biscottate – bustina di vaniglina- 350 gr di panna – 2 dl di latte intero- 3 cucchiai di kirsch .

scaldate il latte  aggiungendo la vaniglia – fate riposare – battete i tuorli con zucchero e miele – unite a filo il latte  e la colla di pesce in precedenza ammollata e strizzata – cuocete la crema  preferibilmente a bagno-maria sempre mescolando finchè  non forma un velo ; passatela a colino _ scottate i pistacchi  sbucciateli e pestateli  in un mortaio  e profumateli con il liquore . Unite alla crema la panna  a cui avete aggiunto lo zucchero  rimasto  mescolando come vi ho indicato –aggiungete i pistacchi .

Bagnate uno stampo con liquore e versate il composto che metterete in frigo finchè non sarà solido .

 Ai pistacchi potete sostituire mandorle o noci .

 

                                                                  BAVARESE ALL’ARANCIA

 

 2 arance-  650 gr di zucchero- 5 uova- mezzo litro di latte – stacca di vaniglia – 400 gr di panna- 4 fogli grandi di gelatina .

 Sbucciate le arance  pelatele tagliatele a fette rotonde e cuocetele  per un’ora  con mezzo litro di acqua  e500 gr di zucchero -  fate ammollare la gelatina in acqua fredda –

 Battete i tuorli con le  zucchero rimasto – Fate bollire il latte  con la vaniglia che poi togliete – versatelo freddo sulle uova  mescolando sempre ; aggiungete la gelatina  e la panna ; foderate uno stampo con  le fette di arancia tagliate ad anello e riempitelo con la crema -mettetelo in frigo : al momento di servire guarnite con ciuffi di panna montata .

 

BAVARESE ALLE FRAGOLE CON SALASA DI KIWI

  

 600 gr di fragole ( o lamponi o albicocche )  2 limoni- 100 gr di zucchero a velo 20 gr di colla di pesce – 400 gr di panna-

500 gr di kiwi – 250 gr di zucchero semolato

 lavorate le fragole  passatele al mixer  unite lo zucchero – spremere i limoni  e fate sciogliere nel succo la gelatina- unirla al passato di frutta  mescolando accuratamente – Montare la panna senza zucchero, unirla alla crema base,  mescolando come insegnato – Versare in uno stampo e mettere in frigo

 Passate a mixer i kiwi  aggiungete zucchero e succo di limone  e guarnite la  bavarese versata sul piatto di portata . Potete anche guarnire solo con le fragole e panna .

torna su
  Per il Soufflè di cioccolato, vi rimando anche per quanto occorre , alla voce relativa ai soufflè in generale

A differenza delle bavaresi  che sono preparate a freddo, il Soufflè viene cotto in forno ; uno dei segreti è pulire bene dai residui anche minimi il bordo interno del recipiente affinchè non vi siano ostacoli  alla "crescita " del dolce

180 gr cioccolato fondente o bianco-150 ml di panna- 3 uova- 2 cucchiai di cognac- 2 albumi- un cucchiaino di burro morbido- 3 cucchiai di zucchero, zucchero a velo

 Preparare degli stampini da forno unti di burro e spolverarli con lo zucchero; tritate il cioccolato, ponetelo  in un pentolino aggiungere la panna e scaldare a bagnomaria- togliete dal fuoco  e lasciare intiepidire poi aggiungere sempre mescolando i tuorli e il cognac. Coprire e fate riposare due ore almeno . Mettere i tuorli in una ciotola pulita e montateli a neve- aggiungere lo zucchero per ottenere una meringa ben compatta- aggiungere un poco della meringa al composto base mescolando come ho spiegato per i soufllè.; versare ora tutto il composto nella ciotola della meringa e mescolate delicatamente .Riempite gli stampini con un cucchiaio  evitando di raggiungere l'orlo . Scaldate il forno a 200 gr e cuocere per 8- 10 minuti; il centro del dolce deve essere morbido e muoversi se lo si tocca; cospargere di zucchero a velo e servire immediatamente -

torna su

                                                             CREMA AL MASCARPONE

 

La base è assai semplice , ma il bello si questa crema è che potete costruire infinite varianti ovviamente nel rispetto del sapore di base ; debbo dire a questo proposito che a me pare che al mascarpone si abbinino bene il cioccolato, il cafè i marrons-glacèes ma non la frutta , se non fresca e come decorazione .

 Dunque..

 Ogni persona : un etto di mascarpone freschissimo , un uovo un cucchiaio di zucchero .

Montate il mascarpone con il tuorlo e lo zucchero ; a parte montate a neve ferma la chiara e aggiungetela mescolando dal baso in alto come  vi ho spiegato per le creme in generale .

 Un bicchierino di liquore Strega

Servite in  coppe singole o in una coppa grande .

 Nel fondo potete mettere: savoiardi bagnati in cafè ; oppure marron glacèes sbriciolati ;oppure biscotti sbriciolati bagnati in sciroppo di liquore e  acqua , con aggiunta di noci o mandorle pestate finemente .

Spolverate la superficie con cioccolato grattugiato o cioccolato in granelli oppure granella colorata di zucchero .

torna su