|
el Settecento si assiste ad un
aumento di ricami, anche se forse meno rilevati e spessi.
Vengono usati prevalentemente per l’abbigliamento maschile, che si arricchisce a
sottolineare gli orli degli scolli, gli spacchi,i risvolti e le
maniche.
Quanto all’arredo si accrescono le occasioni per utilizzare superfici ricamate:
nasce una varietà di sedie sconosciute in precedenza, come i “canapès”, le
“Bergeres” con poggiatesta, i poggiapiedi, i paraventi, ed infine i letti, con
baldacchino, tendaggi, mantovane. In Piemonte nel ‘700 nasce il punto"
bandera”che fu utilizzato per le tappezzerie di poltrone, divani e in genere
oggetti di arredo. Il ricamo classico assume
numerosissime fogge ; grossolanamente possiamo distinguere ricami , nella
accezione comune e merletti; i primi sono lavorati con fili di cotone , lana,
seta.lino o filo d’oro direttamente sulla tela, sulla seta,sul lino ; i merletti possono essere ad ago o a fuselli , utilizzano fili di lino,
cotone, seta e si avvalgono nella lavorazione di un supporto che può essere di
carta o di tela cerata e su cui viene creato il lavoro che viene poi staccato
dal supporto e riportato in bordi od inserti ad arricchire i tessuti .Sono merletti ad ago la trina
di Burano e la
Aemilia Ars
ed il Puncetto.Il merletto a fuselli si
lavora in tutte le regioni italiane con caratteristiche di disegno proprie per
ogni luogo .
Il merletto ebbe una importanza anche economica in quanto adornava gli abiti dei
nobili e dei prelati , vestiva gli altari, arricchiva la biancheria da tavola e
da letto ; lavori finissimi effettuati da abilissime mani e che assicuravano
alle merlettaie un lavoro più che dignitoso e compatibile con la vita familiare
.Gli scritti
sull’argomento lasciano immaginare che la tecnica del fusello sia nata prima
del Rinascimento e abbia raggiunto valori di vertice a Venezia, in anticipo
rispetto alle altre zone che l'hanno adottata. Notizie sul merletto a tombolo si
hanno anche da un documento della famiglia d'Este di Ferrara, nel 1476, e dal
riferimento a una "striscia a dodici fusi" per lenzuolo, in un contratto
stipulato a Milano. Orazio
D'Angelo (L'Aquila -
1904) ricorda però come già nel 1493, in Abruzzo, la Regina Isabella restasse
profondamente colpita dalla squisita ricchezza dei merletti delle donne
aquilane. La dogaressa Morosina Morosini , entusiasta dell’ arte del merletto
diede una forte spinta al suo espandersi creando alla fine del XIV secolo un
laboratorio dove vi trovarono impiego 130 merlettaie e la cui produzione serviva
anche in parte ad aumentare il corredo personale della dogaressa e in parte per
essere inviato in regalo alle sue amiche nelle più prestigiosi corti d' Europa. Enrico VIII fece importare
merletti in Inghilterra,Caterina Dei Medici introdusse in Francia il Punto
Tagliato, Elisabetta di Inghilterra lasciò tremila abiti adorni di merletti .La Lombardia è famosa per i
merletti di cui i primi risalgono al 1300 quando nei conventi delle Benedettine
e delle Umiliate religiose e giovani donne lavoravano al tombolo. L’arte si
diffuse da Milano alla Brianza e la Trina Milano è citata negli statuti dei
Passamontari di Parigi nel ‘500;la lavorazione si allarga poi nelle campagne e
diventa patrimonio comune del territorio . Famosa fu nel 1500 la ricamatrice
milanese Caterina Cantoni di cui parla Giovanni Paolo Lomazzo nel suo “IDEA
DEL TEMPO DELLA PITTURA .
La decadenza del ricamo e del
merletto coincide con l’avvento della macchina ; molto meno costosi e di breve
lavorazione,questi lavori soppiantano la mano dell’artigiano ed modificano
senza rimedio il gusto;contemporaneamente alla metà dell’800 vengono in auge
forme più semplici di lavorazione come il piccolo punto, il punto croce .
L'arte del merletto sembrava destinata a scomparire finchè per iniziativa di amatori ed estimatori furono fondate le prime
scuole .In particolare per tacere di tanti altri in tutta Italia : a Bologna grazie alla tenacia della contessa
Lina Bianconcini Cavazza,
sostenitrice delle attività filantropiche , nacque la associazione Aemilia Ars
per la trina ad ago;iconti Cavazza erano amanti delle arti e i loro
appartamenti nel Palazzo Cavazza (Via Farini 3) furono arredati e decorati tra
1898 e 1900 da Achille Casanova e altri artisti con gusto pienamente liberty-Jesurum aprì scuole a Venezia,
Chioggia e Pellestrina per formare le operaie. Nel 1877 la lavorazione del
merletto darà da vivere a 1500 merlettaie ; a Firenze nel 1891, il Marchese
Carlo Ginori a capo di un Comitato cittadino, istituì una scuola Femminile per
l’insegnamento gratuito delle professioni manuali. Il 26 marzo 1891, il Comitato
si riunì e per finanziare l’inizio della scuola , la Principessa Demidoff offrì
1000 lire.La gentildonna catanese Angelina
Auteri, nel 1910, istituì nella città di Mirabella la cosiddetta "Opera del
Tombolo", cioè un'associazione che insegnava questa peculiare arte del ricamo a
mano ;nella seconda metà dell’800 la
Contessa
Cora Slocobon Savorgnan di
Brazza
diede rilancio al merletto con le sue scuole a Brazzaco, Fagagna e nei paesi
collinari del Friuli.
A Cantù la prima scuola nacque
intorno al 1881 e nel 1907 divenne istituto professionale cui si affiancarono
scuole private ; a causa della guerra solo nel 1954 la scuola divenne scuola
d’arte di secondo grado .
|