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| Fate e Dintorni |
Racconti : Saida- Nutellina- La fata del torrente |
Magie |
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Il papà portava i baffi, lavorava in un vivaio ed era molto contento di questo : diceva che era un lavoro pulito non al chiuso nei capannoni delle fabbriche ma a contatto con la terra che sa sempre compensare .A volte portava a casa delle piantine scartate e così la loro casa odorava di fiori. La casa era il problema :il papà diceva che erano stati fortunati, ma vivevano in due camere una per i genitori e il bimbo piccolo e l’altra per il soggiorno e la cucina ; qui ,alla sera, i fratelli abbassavano dei materassi e di addormentavano. Saida andava a scuola a piedi perché il pulman costava troppo e anche a fare la spesa andava a piedi e anche in moschea andava a piedi ;le piaceva molto studiare anche se il papà diceva che non avrebbe continuato per molto perché doveva lavorare . Accudiva i fratellini , faceva le commissioni per qualche anziana signora che abitava nel palazzo ;le piaceva correre e preparava anche il pane . Un giorno la mamma la mandò a comprare la carne nel negozio di un amico ; era lontano e Saida avrebbe dovuto andare a piedi, ma le avrebbero dato della carne buona anche se non di prima scelta. Quando fu davanti al negozio, in una aiuola erbosa vide un cagnolino bianco a macchie marroni sdraiato per terra: gli fece una carezza e il cucciolo prima scattò impaurito , poi, rassicurato, si avvicinò cauto con le orecchiette basse e guardandola con gli occhi all’insù le leccò la mano ; “ come sei carino!!! Cosa fai qui solo ? povero piccolo” ma siccome aveva poco tempo entrò e fece la spesa ; all’uscita il cucciolo era ancora lì seduto che la guardava e quando si avviò la seguì .Invano la bambina cercò di mandarlo via :”stai qui , non puoi venirmi dietro, ci sono le macchine !!!”lui si fermava un poco ma poi ricominciava a seguirla . Saida fu presa dal panico e allora lo rimproverò aspramente . Il cucciolo si sedette e restò fermo ; Saida si voltò e lo vide piccolo piccolo in mezzo al marciapiede , con le orecchiettine basse e la faccia triste triste e allora il cuore le fece un salto e tornò indietro, lo prese in braccio e i due cominciarono a baciarsi , il cucciolo pieno di gioia e tutto festoso . Quando arrivò a casa la mamma si mise le mani nei capelli e il papà disse:” non possiamo tenerlo, bambina , in questa casa non c’è neanche posto per noi e non possiamo nutrire un cane “ “ma dove mangiano in cinque mangiano anche in sei, lo dici sempre “ “ ma io parlavo di bambini non di cani . Lui andrà al canile “. E così fu . Ma Saida non si dava pace e pochi giorni dopo andò al canile a piedi ; il cucciolo le fece infinite feste e guaiva per uscire dalla gabbia ; le dissero che se qualcuno lo avesse preso avrebbe avuto una casa , altrimenti …. Saida tornò ancora ma il cucciolo era steso nella gabbia e mosse appena la coda e teneva le orecchiette basse ” cosa ha ? “
“ forse la febbre ,
non sappiamo ; forse è triste chissà”
“ e cosa succede ? non potete guarirlo “ “ noi lo curiamo , ma se non guarisce , che vuoi .. “ Saida era disperata . Tornò a casa e dopo avere fatto le pulizie in cucina uscì su lla strada dove c’era un poco di prato , si appoggiò ad un albero , abbracciò il tronco e pianse . “Vuoi smettere di stringere , mi stropicci tutto il vestito !!!” La voce veniva da una signora bionda e alta che stava accomodando la gonna di un bellissimo vestito azzurro aggiustandosi la acconciatura dei capelli . La bambina era troppo stupefatta per parlare : “ si lo so ti chiedi chi sono ecc.ecc.Sono Melusina, la fata di questo … bhe chiamiamolo parco . Accidenti , mi si è spiegazzato il vestito, gli orecchini non mi stanno bene per niente ,no questo non è il mio posto “ “ e quale è il tuo posto ?” “ ma insomma, dovevo fare la fata in un parco ai Parioli, sai a Roma , dove ci sono alberi veri , non qui in questo pratuncolo dove buttate tutte le cartacce .Ma a quel parco la tutti gli alberi erano già occupati da delle colleghe e sono dovuta restare qui .” “mi spiace tanto, per le cartacce intendo ; ma allora le fate esistono !”
Il giorno dopo la bimba tornò al canile ; entrò senza essere vista e si avvicinò alla gabbia del cucciolo che era ancora disteso con gli occhi tristi e che mosse appena la punta della coda quando la vide ma le leccò la mano; attraverso la rete , Saida lo accarezzò seduta per terra .” Cosa fai qui ?” si voltò e vide un ragazzo in tuta , con spazzolone e stracci che la guardava ridacchiando :”è il tuo cane ?” “ è Piccolo-Piccolo; non è mio lo ho trovato ma il papà dice che non posso tenerlo e lui sta male e morirà !!” e cominciò a piangere a grossi lacrimoni mentre Piccolo-Piccolo usciva con il musetto dalla rete per leccarle il viso “Mi chiamo Marco, sono un volontario ;quando sono libero dall’università vengo qui; oggi non è il mio giorno ma un amico stava male e lo sostituisco ; finisco di fare le pulizie e poi ti raggiungo “.
Così la bambina gli
raccontò la storia e poiché era oramai tardi , Marco si offri di
accompagnarla a casa in auto . Quando la mamma aprendo la porta vide un estraneo si coprì i capelli e si allontanò veloce e il papà guardò la bambina con occhi corrucciati . Marco si guardò intorno, vide la casa pulita , i materassi a terra , i bimbi ordinati e allegri ma vestiti modestamente; si scusò e disse che era tardi e aveva pensato fosse meglio che la bambina non tornasse da sola a piedi . Il papà si addolcì e la mamma offrì il the poi i due uomini restarono un poco a parlare finchè Marco se ne andò. Il giorno dopo il papà tornò dal lavoro tutto agitato e parlò fitto-fitto con la mamma; al mattino dopo i due uscirono e quando tornarono la mamma sembrava illuminata; si avvicinò a Saida :” bambina, domani dopo la scuola, vai al canile e porta qui il cane . Ieri un signore è andato al lavoro da tuo padre e gli ha detto che in una casa fuori città c’è bisogno di un custode che curi il giardino in cambio di un compenso e della casa dove vivere ; è una casetta con giardino e camere per tutti , vicino a una grande casa dove io farei le pulizie ; i padroni ci vanno poco e il posto è tranquillo, molto verde e il cucciolo può stare nel giardino” Raccontò che il signore con cui aveva parlato era l’amministratore del padre di Marco, il volontario del canile; questi aveva preso informazioni sulla famiglia e aveva deciso di fare quella offerta. Il giorno successivo Saida volava correndo verso il canile : prese Piccolo-Piccoloe e,sempre volando tornò a casa dove i bambini fecero infinite feste e la mamma gli diede un poco di riso ; la sera la bambina gli preparò una cuccia accanto al suo materasso ma durante la notte sentì un naso umido vicino alla guancia e abbracciò il cucciolo che si era accoccolato vicino a lei .La mattina dopo Piccolo-Piccolo era già migliorato e Saida lo porto a fare un giretto nella aiuola davanti al palazzo . Il cucciolo cominciò a girare e annusare poi si sedette scodinzolando e abbaiando sottovoce come a chiamare :”basta che tolga quelle zampe infangate dalla mia gonna !!!eccovi qui ! e allora ?” “ abbiamo trovato una casa avremo più spazio e anche il giardino;la mamma non dovrà andare via tutti i giorni e Piccolo starà sempre con me.” “sempre… bhe niente è sempre però va bene ugualmente . Anche io me ne andrò; ho trovato un posto in un parco sul lago di Garda, molto ben frequentato ;” “ non ti vedrò più allora !!” “ le fate ci sono dovunque bambina e ne troverai una anche nella nuova casa , se la cercherai . Ma adesso per cortesia debbo andare a fare i bagagli , e tieni quel cucciolo, non vorrei che mi scambiasse per un albero” …e si allontanò in un baluginare di stelline dorate . |
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Un mattino mentre liberava una trota rimasta intrappolata in una pozza, vide arrivare un giovane che sedutosi, prese dallo zaino pane e formaggio, dell’acqua e dopo avere mangiato ripulì dalle carte e si stese con al testa sullo zaino per dormire al sole . La fata si avvicino con cautela : non lo aveva mai visto lì; aveva gli occhi scuri i capelli schiariti dal sole ,le mani di chi lavorava , la corporatura robusta di chi fa tanto sport .. e nel frattempo lui apri gli occhi e la vide .
“ciao, ma non hai freddo vestita
così , almeno un golfino di lana :non è ancora estate“ ma mentre
parlava sorrideva. “ Sono uscita in fretta di casa . Sei un villeggiante ?” “ mi chiamo Antonio sono un intagliatore ; ho trovato un lavoro in paese e mi fermerò qui , mi pare si stia bene ; quando sono libero mi piace andare per i boschi a fare lunghe passeggiate .” Da quel giorno ,quando Antonio non lavorava andava nel prato e parlavano ; lui si stupiva che lei non avesse mai fame e rifiutasse le merende ; la fata temendo di essere fuori moda si era procurata un golfino fatto con fili d’erba e dei jeans su cui aveva applicato dei fiori colorati dei campi . Era felice ma si sentiva inquieta e ansiosa . Una sera si sdraiò sul suo materasso di erba , tirò fin sotto al mento la coperta di muschio e si accinse a leggere un vecchio libro alla luce che le offrivano gentilmente tre lucciole quando sulla pagina si proiettò un’ombra e vide lei, la fata sovrintendente .
“ ma io non posso stare senza di lui ; aiutami madrina ;”La Madrina era addolorata , ma quello che vedeva negli occhi della fata la colpì ; sospirò e.. “ Va bene porterò il tuo caso al Consiglio delle Fate , ma ad un patto ¨per una settimana vivrai da umana , poi ci rivedremo e se sei sicura che lui accetterà la tua natura e tu sarai sicura di quello che vuoi, quando tornerò decideremo “ La Fata al mattino si alzò e per la prima volta sentì il freddo e aveva fame ; non aveva danaro né abiti pesanti ; ma era felice .Corse nel bosco e trovò una capanna ; fece una scopa con i rami e cominciò a pulirla , poi tutta sudata si infilò il golfino di fili di erba e i jeans con i fiori che nel frattempo erano avvizziti e corse in paese a vendere del miele che aveva raccolto e con il ricavato comprò altre cose . Alla sera si accorse che non aveva pensato di raccogliere legna per il fuoco ma si addormentò ugual,mente felice . Il giorno dopo andò al torrente ; le mamme che sedevano nel prato la guardarono diffidenti e parlottavano fra loro :” non so che abbia questo posto, mi piaceva tanto” diceva una “ ora mi pare freddo, l’erba sembra secca , che sia l’inquinamento ?” Non so ma anche il fiume è diventato così chiassoso, prima mi addormentavo qui e il rumore non mi infastidiva ora fa un tale fracasso! Forse è il buco dell’ozono “ Nel pomeriggio arrivò Antonio . “debbo parlarti , le disse ,questi giorni con te sono stati bellissimi , sono felice di averti conosciuta ma vorrei potessimo stare sempre assieme ; io guadagno bene ora e posso permettermi una bella casetta e una famiglia ; vorresti pensarci?” a fata fu presa dal panico non sapeva se lui avrebbe accatta la sua natura o si sarebbe spaventato, ma era anche tanto felice e così , sebbene preda di ansia gli parlò. Gli disse che anche lei avrebbe voluto stare con lui, ma che era una fata e solo se glielo avessero permesso sarebbe stato possibile . Il giovane sorrise:” lo sapevo, lo ho sempre saputo ; non potevi essere che una fata .Ma io ti voglio bene e non posso pensare che debba rinunciare alla tua vita per poi pentirtene .” La fata ruotò su se stessa entusiasta lo abbracciò e gli promise che di li a pochi giorni si sarebbero ritrovati . Quella sera due innamorati che erano andati a sedersi su di un masso si misero a litigare e si separarono ; più tardi la Fata vide una anziana donna che coprendosi il viso con le mani singhiozzava disperata ; si avvicinò e le mise una mano sulla spalla, ma la donna continuò a piangere :”che ti è successo ?” “ Ho perso mio figlio : non è giusto che un figlio muoia prima della madre ; è contro natura ;” La fata cercò di consolarla ma capì che le sue parole non raggiungevano il cuore della madre e si allontanò. Il giorno successivo incontrò Bambi che beveva al torrente e tutta felice lo chiamò, ma il capriolo drizzate le orecchie, con un fremito di paura fuggì. La gente del paese era perplessa e spaventata : non voleva più andare al torrente dove non trovava la pace e la serenità cui era abituata , la pausa dalle fatiche e dai dolori e si cominciò a pensare di fare un parco dalla parte del monte .
A sentire tutto questo la Fata si addolorò e una sera , nella sua capanna dove oramai aveva imparato ad accendere il fuoco, chiamò la fata supervisore :Madrina per favore , vieni , Madrina !!!!!!” “ eccomi , ma è mai possibile ragazza che tu sia sempre così agitata ! che succede ?” “la gente non vuole più andare alk torrente sono contenti e infelici , Bambi non mi riconosce più” La Madrina si sedette sul letto e le prese la mano : “bimba mia non si può avere tutto; se divieni umana , il torrente resta senza fata ; vedremo di farne venire un’altra ma ci vorrà tempo prima che impari a conosce il lungo e faccia esperienza .” “ madrina , forse sono stata egoista e ho anteposto la mia felicità a quella degli altri che è più importante “ “ no ,non lo è ,puoi anche decidere di lasciare il torrente , ma sei tu che devi sapere leggere dentro di te cosa senti come più importante solo tu ti puoi rispondere, conoscere la tua vera natura per essere in apce con te stessa.” E la Fata decise . Il giorno successivo un pescatore che da tre giorni stava tutto arrabbiato sulla riva del torrente percepì un buon profumo di erba e soddisfatto ributtò nel fiume la trota che aveva pescatoe tornò in apese ; la voce si sparse e la gente ricominciò ad andare al fiune , proponendosi di tenere il posto ben ordinato e non inquinato affinché non accadesse di nuovo quelloc eh era già successo . La sera della domenica Antonio era seduto su un masso ; era triste ma quando vide la Fata le sorrise ; si presero per mano e .” ho capito sai , hai deciso di restare ; io so che ho avuto un grande dono a conoscerti sono un poco triste ma so che qui cis arai sempre come sarai sempre nella mia vita .” La fata piangeva lacrime di rugiada ma il suo sorriso era sereno : accarrezò Antonio e corse via saltando sui massi del torrente con Bambi alle calcagna
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Giulia era brava a scuola specie in italiano, storia e geografia perché leggeva molto ma era vivace e non restava mai ferma e i codini di capelli che la mamma le faceva al mattino fermandoli con le perline , dopo poco erano tutti sottosopra e i vestitini erano sempre spiegazzati e a volte macchiati. Quando faceva un bellissimo compito o una ricerca interessante la maestra le diceva che era brava ma alle compagne faceva una carezza sul capo dove i codini erano sempre a posto : lei aiutava le compagne in difficoltà ed era disponibile a dividere la merenda se qualcuno restava senza e invece le compagne coprivano con la mano il quaderno di matematica( materia in cui Giulia non era tanto brava )e non le facevano mai assaggiare le loro merendine; per questo lei si sentiva a volte triste . La scuola di Giulia per carnevale organizzava una rappresentazione in cui le bambine indossavano bei costumi e le parrucche incipriate.Il giorno fissato per stabilire i ruoli, le bambine si misero in fila;quando fu il turno di Giulia la maestra le diede un fagotto rosso a con dei pallini neri : ”che cosa è ?” , “la coccinella , tu farai la coccinella .vai provare il costume e vedi se ti è di misura“
“la coccinella??? Ma sembra un
fungo!!!”. “su Giulia non fare storie, vai “. Quando tornò a casa Giulia andò dalla mamma che stava lavorando, le appoggiò la testa sulle ginocchia: “che c’è piccola?” “farò la coccinella alla recita della scuola” “bene ,sarai bellissima !!” “mamma, sembrerò un fungo con quella cosa larga e rossa a punti neri” “su Giulia fai la brava,vai in giardino e non fare discorsi sciocchi, sarai una bellissima coccinella “ Giulia andò in giardino e, anche se era freddo,si mise sotto l’albero di albicocche ; si chinò a terra mise il capo sulle ginocchia e cominciò a piangere ;le lacrime scendevano come nocciole e cadevano a terra ;quando fu esausta , alzò la testa e vide che dove le lacrime erano cadute, erano spuntati dei piccoli fiori celesti .Mentre guardava stupita , sentì alle spalle una voce : “allora perché tutte queste lacrime”e voltandosi vide una signora con i capelli scuri ed una ciocca bianca sulle tempie, cicciottela,non giovane e bella come la mamma ma con un sorriso bellissimo. La signora indossava un abito lungo un poco strano e un grembiule bianco . “chi sei? “ “la fata dell’albero di albicocche. Abito qui “ “fata ???ma non ti ho mai vista” “le fate le vede solo chi ha il cuore buono e sa vedere : forse non mi hai mai cercata. E adesso perché tutte queste lacrime ?” “la mamma non mi capisce, la maestra fa le carezze solo alle altre bambine, sono cicciottina e non farò la principessa ma la coccinella nella recita della scuola e sembrerò un fungo e poi i miei capelli non stanno mai a posto “ “sono davvero tante buone ragioni per piangere;però a volte le mamme dimenticano di quando erano bambine,le maestre sono stupide e le compagne non hanno il cuore gentile come te ;ma tu sarai una coccinella bellissima;”e mentre parlava le carezzò i capelli con i codini diritti e Giulia si sentì più leggera. “ora vai in cucina prendi quel barattolo di nutella che è nel frigo, vai “ Giulia tornò con la nutella e la signora le diede un cucchiaio: “ma diventerò grassa !! “no se non esageri non ti farà male “ E Giulia dopo avere assaggiato si sentì più serena. “ora vai, sarai una coccinella perfetta ; ricorda:le persone che pensano solo alle apparenze non contano, sii gentile con loro ma se non capiscono, dimenticale; ma sempre conserva il tuo cuore gentile ;quando avrai bisogno io sarò qui “ Il giorno della recita le bambine erano pronte ma quella che doveva fare la principessa salendo la scaletta che portava al palcoscenico inciampò nell’abito e si storse una caviglia . La maestra mise il ghiaccio e la fece sedere nella sala degli insegnati :“ che disgrazia, come facciamo, dobbiamo trovare un’altra che possa fare la sua parte e le persone sono già tutte in sala !!!Giulia falle compagnia mentre pensiamo cosa fare “
Le due bimbe rimasero ad aspettare
mentre la principessa piangeva disperata. “dai non è così grave ; ora vado a prenderti un poco di nutella “ “Nutella !!! ma non ne ho voglia “ “ vedrai che ti farà bene “ E veramente dopo che ebbe mangiato la crema , le parve di avere meno male e andò a cercare la maestra ; iniziarono la recita e quando fu il suo turno, Giulia entro in scena ed era così felice che cominciò a saltare aprendo le alucce da coccinella e facendo alcune splendide evoluzioni tanto che sembrò che volasse veramente. Il pubblico applaudì entusiasta e quando le bimbe uscirono Giulia sentì una maestra dire alla sua “ma chi è quella bimba?? Che brava e carina !” “ma è cicciottina !” “senti quella bambina è intelligente e sveglia e se non sai vedere oltre le apparenze non sei una brava maestra ; mi farebbe davvero piacere che il prossimo anno fosse nella mia classe” Giulia era emozionata e mentre si cambiava, la bambina che aveva fatto la principessa le si avvicinò”grazie Giulia sei stata tanto gentile ,non so con dirtelo; vuoi un poco della mia torta di mele ?” “grazie un’altra volta, la mia mamma mi ha preparato pane e nutella “
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