INTORNO AL TAVOLO : i primi piatti

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 Tortellini: storia e ricette

Lasagne bolognesi Casonsèi de la bergamasca  Zuppa di Cavolo e Fagioli  Tordelli della Grazia  Fare la pasta Fare il brodo
Gli Scarpinocc di Parre Passatelli  in brodo          

 

 

 are il brodo .

Abbiamo tre possibilità: prendere il migliore dado da brodo in commercio ; mettere un pezzo di carne in pentola oppure  seguire Pellegrino Artusi che scriveva :

“Lo sa il popolo e il comune che per ottenere brodo buono bisogna mettere la carne ad acqua diaccia  e far bollire la pentola adagino adagino e che non trabocchi mai .Se poi invece  preferiste un buon lesso ,allora mettete la carne  ad acqua bollente senza troppi riguardi . In Toscana è uso quasi generale di dare odore al brodo con un mazzettino d’erbe aromatiche ; lo si compone  con gambi di sedano ,della carota ,del prezzemolo, del basilico tutto in  piccolissime proporzioni ; alcuni aggiungono una crosta di cipolla arrostita alla brace .; le pentole di terra sono da preferirsi a quelle di  ferro o rame “

Che stile e che cura !.

Venendo a noi dobbiamo innanzitutto stabilire se sia brodo da aggiungere a zuppe o per fare cuocere la pasta o per insaporire le carni oppure vi serva la carne lessa e  se lo vogliamo di manzo o volatile.Per fare il lesso, la carne si mette in acqua già calda .

Comunque andrà bene una pentola d’alluminio o acciaio ; le erbe aromatiche vanno messe nell’acqua a freddo .Quanto al tipo di carne il mio testo “La cucina igienica“ (1878) consiglia carne di manzo: coscia , spalla, coste, petto, culaccio ;precisa che il vitello dà un brodo di poca sostanza  ma eccellente per gli ammalati se fatto concentrare ; il cappone e la gallina  danno eccellente sapore se siano uniti al manzo. Per ogni chilogrammo di carne occorrono quattro  litri di acqua ; indispensabile  schiumare la pentola quando l’acqua ha alzato il bollore , con l’apposita schiumarola ; ricordate che  togliere la schiuma è importantissimo perché questa  rende il brodo opaco ; ricordarsi anche di filtrarlo accuratamente quando è pronto; di salare  poco perché con la concentrazione della cottura, concentrano anche i sali della carne :per il brodo la carne deve bollire fra mezz’ora e un’ora  per il lesso 3 o 4 ore .Il brodo di cappone è il massimo per i tortellini .

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La pasta emiliana

 tipica sono tagliatelle, larghe e strette , lasagne, tortellini ; vari i condimenti , ragù o altro ,ma alla base, appunto la “sfoglia”.

Sapere fare la pasta era  il punto d’onore delle nostre mamme e nonne; oggi è pretendere troppo ;  per tirare la sfoglia , sottile a velo e senza produrre buchi ci vuole davvero tanta esperienza .

Per noi  donne di oggi, per fortuna esistono le macchine per tirare la pasta , ve ne sono di ottime  e molto semplici oramai tradizionali ed anche a motore : sempre meglio della pasta comprata fatta sia fresca che  non assorbe i condimenti e non ha alcun sapore o è troppo dura  ;

preparare l’impasto invece , può farlo chiunque : dunque  un etto di farina ( va bene la 0)ed un uovo per persona ; se l’impasto fosse troppo tenero aggiungete farina ;ricordate che piu uova si mettono più la pasta  è dura e che  il clima , ebbene si , la umidità dell’aria e anche la grandezza delle uova influiscono sull’impasto ; impastate a mano per parecchio finchè la pasta non è bella gialla , soda e liscia ; fate una  palla,dividetela in  pezzi e fateli passare nella macchina per tirar la pasta ; fate passare molte volte finché la striscia non sia ben compatta come un foglio di pergamena .

A questo punto tagliatela a grandi riquadri per le lasagne,  o a strisce per le tagliatelle .

 Mettetele su un tagliere di legno ad asciugare ; attenzione, metterle sul marmo, sul top della cucina o su canovacci è la fine della vostra pasta .

Qualche consiglio per la cottura : mettete sempre sia che la pasta sia secca  che fresca  un cucchiaio di olio nell'acqua che bolle per evitare che la pasta attacchi , come si dice , si incolli .

 Inoltre togliete la pasta a metà cottura  mantecandola  nel suo sugo  ; per questo, conservate un poco di liquido di cottura che può servire; mettete la pasta in un recipiente basso, meglio di rame o alluminio e unitevi il sugo mescolando delicatamente con  posate di legno che non la romperanno e terminate  la cottura ; se si asciuga troppo aggiungete un poco dell'acqua di cottura o , se il condimento lo consente , della panna , ma mai al ragù .

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Mia cognata è una cuoca favolosa e la sua cucina è assai interessante perché , essendo toscana , anzi di una zona situata ai confini fra Toscana e Liguria,passata alternativamente dalla dominazione Pisana e lucchese,i suoi piatti hanno caratteristiche originali anche  per quanto riguarda il pesce

Tordelli della Grazia

Per la pasta 3 uova per  chilo di farina ; aggiungere poca acqua  e olio se la consistenza non va bene

 La pasta è piu tenera se si mettono poche uova; questa deve essere della consistenza di pasta emiliana normale

Ripieno

 Totale un  chilo di carne per 6-8 persone

3 uova - mortadella 2 etti- due salsicce fresche piccole o una grande -magro di maiale e di vitello 8 etti in totale-

rosolare in olio cipolla aglio sedano carota tritati ; aggiungere tutta la carne  in pezzi  fare scottare , aggiungere un bicchiere di vino bianco e fare evaporare – aggiungere  una scatola  da un chilo di pelati – fare ritirare .

 toglie dal sugo i pezzi di carne e tritarli ;debbono essere tritati sottili ma non omogeneizzati

 a parte prendere della bietola, circa  mezzo chilo, pulirla farla rosolare in aglio e burro; tritarla fine– aggiungere alla carne , mescolare un etto e mezzo di parmigiano , un etto di pecorino romano , pepe , sale , poverino , 1 chiodo di garofano un pizzico di cannella, noce moscata -aggiungere  mollica di pane bagnata nel latte  solo e l’impasto è tropo duro .I tordelli hanno forma quadrata ; di usa lo stampo da ravioli ;  si pone sullo stampo una striscia di pasta infarinata dalla parte dello stampo, si passa il matterello senza premere troppo , si mette  il ripieno , si pone al disopra un’altra striscia di pasta leggermente inumidita nella parte che deve combaciare con quella sottostante e di ripassa il matterello . Si rovescia lo stampo e si tagliano i quadrati passando con la apposita rotella .Si lasciano sul tagliere infarinato affinchè non attacchino.

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  Il Famoso Dottor Balanzone  parla latino, volgare, francese, spagnolo, tedesco, polacco, turco o abissino. Ha frequentato l‘università a Bologna, la sua città. Il dottor Balanzone ha sempre la bocca aperta non solo per parlare , perchè al Dottore piacciono infinitamente i Tortellini Si chiama Balanzone per via della „balanza“, cioè la bilancia, che è il simbolo della giustizia che regna e trionfa nei tribunali ;grande sapiente, è un medico e un gran scienzato, ha guarito persino Pulcinella da una misteriosissima malattia latina che si chiama “Sanissino sunt“.

I Tortellini 

sono il piatto bolognese per eccellenza e su questo tema si potrebbero scrivere volumi.

In primo luogo si mangiano in brodo; i tortellini alla panna e al ragù sono una vera eresia  .

Dovrebbero essere fatti a mano ed erano il piatto tipico delle feste di Natale e Capodanno.

Quando ero bambina tutta la famiglia era impegnata nella preparazione già l’antivigiglia di Natale:nonna,mamma, le collaboratrici domestiche (che allora non si chiamavano così) e i bambini, molto apprezzati perché, avendo le dita piccine,facevano tortellini molto piccoli ;le sfogline abili sapevano farli minuscoli anche  se le mani...erano di taglia grande .

Sul tema si pongono due questioni :la prima sull’origine , la seconda sulla ricetta .

Dubbio il luogo di nascita in quanto fra Bologna e Modena, per secoli rivali, esiste una disputa al riguardo .

 

Ci sono alcune leggende  sul modo in cui il tortellino fu inventato .

Si narra ad esempio che in un tempo imprecisato, molti secoli fa, arrivò ad una locanda una bella dama che prese alloggio;il locandiere la accompagnò nella camera perché potesse cambiarsi e riposare; ma il buon uomo non resistette alla curiosità,anche perché a quei tempi le novità dovevano essere assai rare e s'avvicinò alla porta della camera dove si trovava la dama e guardò dal buco della serratura. La prima cosa che vide fu l'ombelico della signora che stava prendendo il bagno. Tutto agitato ed ammirato da tanta perfezione corse in cucina e si mise a preparare la cena mentre il pensiero correva alla visione di poco prima e così formava pezzetti di pasta con la forma che ricordava ,li  riempì di carne servendo poi il piatto alla dama per cena .

Un diverso, ma di poco,racconto attribuisce la invenzione ad un cuoco della famiglia Bentivogli,che in epoca assai remota era invaghito della padrona e la spiò dal buco della serratura mentre faceva il bagno; incantato dalla bellezza di ciò che aveva visto diede alla pasta la forma dell’ombelico La tradizione non riporta la fine delle storie

Il Tassoni in un poema narra la sosta in una locanda di Marte, Bacco e Venere, accorsi a sostegno dei modenesi aggrediti dalle milizie di Bologna. Bacco e Marte si recano sul campo mentre Venere, trovatasi sola  e credendo di essere stata abbandonata, chiama l’oste . Questi giunge di corsa  e trova la dea tutta discinta .Estasiato dall’inattesa visione viene colpito soprattutto dalla bellezza del divino ombellico, è preso  dall’idea” soavemente casta, d’imitar quel bellico con la pasta >. In un attimo scende in cucina e da <una sfoglia fresca/che la vecchia fantesca/ stava stendendo sovra d’un tagliere / un piccolo rotondo pezzo tolse/ che poi sul dito avvolse / in mille e mille forme “.

Il tortellino è detto anche ombelico di Venere

La ricetta originale del ripieno del vero tortellino bolognese fu depositata con atto notarile il 7 dicembre 1974 presso la Camera di commercio dalla delegazione bolognese dell’Accademia italiana della cucina e dalla Dotta confraternita del tortellino. Un’occasione solenne, seguita da una succulenta degustazione. Alla ricerca contribuirono la esperienza di tante massaie, comunque come per altre ricette, ogni famiglia la insegna a modo suo .

La ricetta  della mia mamma: 200grammi di parmigiano, 200 grammi di prosciutto crudo ;200 gr di mortadella ; midollo di bue  q.b. ; 300 grammi di lombo di maiale, 200 gr di petto di pollo,  3 uova, noce moscata q.b. sale, pepe .
Tagliare la carne a pezzetti ; scaldare  un poco di burro  in una padella e farvi saltare carne e salumi. Insaporire con sale e pepe e proseguirefino a  cottura Togliere le carni dal fuoco e sgocciolarle dal grasso di cottura. Tritare la carne finemente  passandola al tritacarne ; versarla in una terrina icorporandovi poco per volta il parmigiano, le uova ,una grattatina di noce moscata e il midollo di bue ; il q.b significa che la sensibilità della cuoca deve indicare la quantità necessaria a rendere l’impasto tenero ma non troppo. Preparare la
pasta all'uovo, tirare la sfoglia sottilissima (meno di 1 mm) e ricavarne dei quadrati di circa 3 cm di lato. Disporre al centro una piccola nocciola di composto, ripiegare a triangolo attorno al dito ndice (o al mignolo se l’indice è troppo grande ) far combaciare le estremità stringendole. Cuocerli in brodo.          

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Dire lasagne è dire Bologna : anche per questo piatto ci sarebbe tanto da parlare ; innanzitutto non pensate alla dieta quando le  preparate;; secondariamente non esistono le lasagne ipocaloriche e chi lo dice mente sapendo di mentire ; infine sono diventate un piatto tipico dei self service   perché è facile conservarle anche surgelate .

 Tutto bene , ma… provate per una volta a farle voi ; impiegherete molto tempo , ma ne sarà valsa la pena .

 

Preparate  la pasta come nella ricetta precedente( esistono anche le lasagne verdi , che si preparano aggiungendo alla pasta spinaci lessati e ben strizzati)  e dopo averla tirata sottile ma non sottilissima tagliatela in riquadri.Collocatela sempre su un tagliere di legno per evitare che  si incolli ; mentre lavorate coprite sempre la pasta con un telo perchè non si secchi  .

Fate bollire una pentola di acqua  in cui avrete messo il sale : aggiungete un cucchiaio di olio per impedire che la pasta si attacchi .Immergete nell’acqua i quadrati di pasta  pochi per volta ; quanti dipende dalla grandezza della pentola ; non debbono attaccarsi .
Ricordate di lasciare la pasta  piuttosto al dente ;prendete una pirofila da forno ; sul fondo ponete qualche fiocco di burro; fate sul fondo  uno strato di lasagne ; copritele con ragù fate un altro strato di lasagne e aggiungete  besciamella non troppo dura , anzi un poco liquida perché quando metterete il piatto in forno  le lasagne non asciughino troppo ; un altro strato di lasagne e uno di ragu e così via ;all’ultimo strato coprite con il ragu e con  abbondante parmigiano . Mettete in forno fintanto che non si forma una bella crosta  dorata.
      Eccole qui prima di essere infornate

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Zuppa di cavolo e fagioli della  Grazia

 È  una zuppa della Vigilia di Natale – Ogni  regione e anche ogni città ha una tradizione per la sera della vigilia . Per esempio  in casa mia si faceva il capitone marinato, come minestra una di magro, come i passatelli in brodo anche se la vigilia stretta esclude il brodo di carne .

Comunque questa zuppa rientra nella categoria delle zuppe di verdura in uso in Toscana , come la più complessa ribollita .

Per 6 persone

 Fagioli borlotti secchi  da ammollare una notte in acqua fredda  con mezzo aglio

 Al mattino mettete i fagioli  a cuocere  con sale , mezzo dado da  brodo,  cipolla, aglio, sedano, carota  e fare cuocere .

 Una volta cotti, spegnere il fuoco e aggiungere acqua fredda ; questo è un indispensabile accorgimento affinché i fagioli non si spacchino perdendo sapore .

 Fate un battuto  di lardo o pancetta arrotolata , prezzemolo, cipolla ,aglio, carota,  basilico e  sedano

 Rosolare in olio .

 Passare al passaverdura la  metà dei fagioli  e rimetterli nella pentola assieme ai  fagioli interi ; tagliare a pezzi grossolani mezza verza ; metterla nella pentola con i fagioli ed il soffritto ; fare cuocere tutto  e fare ritirare il liquido ; se è troppo brodoso aggiungete  una patata ;

 servire con crostini  di pane  passati al forno .

                                                                                                                                                                                                         torna su

Casonsèi de la bergamasca 

 

I Casoncelli bergamaschi (in dialetto Casonsèi de la bergamasca  si trovano solo in questa zona ; ignoti ai più in altre regioni ;  si tratta di un primo piatto che viene condito con burro fuso, in cui si è fatto rosolare  pancetta e una foglia di  salvia ;  si spolvera infine con il parmigiano

 PER 6-8 PERSONE

 PER LAPASTA

FARINA 500 gr 2 uova ed acqua fino a fare una pasta abbastanza dura per  essere tirata nello spessore di meno di mezzo centimetro ; si tagliano dei tondi di circa 6-8 cm di diametro e si riempiono con il ripieno chiudendoli poi a metà . Si tratta di una pasta chiara , a causa della scarsità di uovo e abbastanza tenera a differenza della pasta emiliana.

Ripieno

125 gr di pane grattugiato

1 uovo

 70 gr di parmigiano

150 gr macinato per salame

100 gr di manzo arrosto

 gr 5 di amaretti

gr 10 uvetta

mezza pera abate

uno spicchio di aglio tritato

prezzemolo

sale e pepe , noce moscata e un pizzico di cannella

La carne deve essere finemente macinata ; tritato il prezzemolo e  l’aglio  spezzata grossolanamente  la uvetta  e pestati gli amaretti .

 Si mescolano gli ingredienti  e si aggiungono le spezie

 

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                                                                               PASSATELLI IN BRODO

 

 non fatevi trarre in inganno dagli ingredienti ; sono un  piatto delicato e molto raffinato ;  a  casa mia si mangiavano spesso e io li preferisco ( eresia !) quasi ai tortellini .

  I segreti stanno nel parmigiano che  deve essere di ottima qualità ;ovvio che a Bologna si trova "comme il faut",ma la esperienza mi ha insegnato che in altri luoghi anche se viene indicato come parmigiano reggiano, non è sempre il meglio; comunque , lasciate perdere il grana padano al meno per questo piatto; altro segreto nel pane ; deve essere pane "comune"  cioè con la crosta e senza condimenti aggiunti .
per fare i passatelli c'è uno strumento apposito che io possiedo da sempre ; in mancanza uno schiacciapatate a fori larghi va bene

 

 

Vi indico ricette con proporzioni diverse degli ingredienti .

 La prima è tratta dall’Artusi

 Per quattro persone

 170 gr di pangrattato

 gr 30 di midollo di bue

70 gr di parmigiano grattugiato ( di ottima qualità meglio se fate seccare voi il pane del tipo comune con crosta e poi lo grattugiate )tre i uova e un rosso ,noce moscata  e scorza di limone

schiacciate il midollo crudo ; impastate tutti gli ingredienti  facendo un impasto sodo che si attacchi appena alle dita  con cui formate una palla ; tenete da parte un poco di pangrattato in caso la pasta sia troppo tenera .

 Ricetta di casa mia

: Ingredienti per 4 persone: 200 gr. pane grattugiato, 200 gr. parmigiano grattugiato, 4 tuorli di uova, un pizzico di sale, un pizzico di scorza di limone grattugiata, noce moscata abbondante ,un cucchiaio di farina , un poco di  midollo di bue

  I  passatelli  assomigliano a  dei vermicelli lunghi circa 5 centimetri ; per farli esiste un apposito strumento , il ferro ; in mancanza va bene uno schiacciapatate  quelli a mano , usando un griglia a fori medi .

 Mettete all’interno un poco di pasta e schiacciate facendo uscire  i vermicelli e tagliandoli con un coltello nella lunghezza desiderata .

 Preparate un ottimo brodo, di carne o cappone ; filtratelo ; rimettetelo a fuoco e al bollore gettatevi i passatelli ; sono pronti quando vengono a galla .

 

 

                                                                                                             

                                                                                                                                                                            ferro per passatelli

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                                                                           GLI SCARPINOCC DI PARRE

 Eè un piatto tipico di Parre , comune dell’alta valle Seriana.

 Il nome del paese sembra derivare dall’antica lingua celtica, dove Par (poi latinizzato in Parre) indicava un luogo alto, mentre per altri stava a significare campo grande.

Nel territorio comunale, in località castello sono stati rinvenuti, nel 1883, una serie impressionante di reperti risalenti all’epoca romana, datati attorno al II secolo a.C..

Gli studi di questo materiale archeologico, tra i più importanti della provincia, ha permesso di stabilire che questi luoghi erano già abitati in epoca preromana. Si presume anche che il borgo descritto come Parra da Plinio il vecchio nel suo Naturalis Historia come oppidum Orobiorum, sia proprio questo paese.Il primo documento che prova con certezza l’esistenza di Parre risale però all’anno 928, dove viene citata la Villa de Parre.I successivi secoli non hanno portato grossi eventi al paese, che ha seguito le vicende politiche del resto della valle.

Nel dialetto gli "Scarpinocc" vengono anche chiamati "Orecchi", sempre per via della loro particolare forma.
Insieme al costume tradizionale di origine settecentesca ed alla antica cultura pastorale, "gli Scarpinòcc" costituiscono una delle peculiarità della cultura popolare parrese. Sono uno dei tanti tipi di pasta ripiena  che in regioni diverse assume i nomi di tortelli tortellini, ravioli eccetera .

La Pasta degli "Scarpinòcc" è composta dai seguenti ingredienti (1 kg. di pasta):

Farina oo 800/100 gr

2 uova -burro a temperatura ambiente gr 40-latte q.b.

Il ripieno degli "Scarpinòcc" è composto dai seguenti ingredienti (1 kg. di ripieno):

Formaggio grana padano grattugiatoi gr 700 –pane secco grattugiato gr 350- uno spicchio di aglio tritato- prezzemolo tritato gr 40- burro gr 30
Un pizzico di spezie (semi di coriandolo,cannella,noce moscata,chiodi di garofano,macis,anici stellati).- sale fino, 5 gr uova intere 4-latte q.b..

Ingredienti per il condimento: grana padano grattugiato, burro, salvia.

in una terrina mescolare il formaggio ed il pane grattugiato con le spezie. Far sciogliere il burro unendovi l'aglio ed il prezzemolo finemente tritati. Versate il tutto in una terrina ed aggiungete il latte e le uova fino a che otterrete un composto morbido ed omogeneo.

Preparazione degli Scarpinocc: stendete la pasta e ricavatene dei dischetti del diametro di 6-8 cm. Adagiate su ogni disco un pezzetto di ripieno e piegate il dischetto in modo da formare una mezza luna. Chiudete bene i bordi premendoli con le dita, sollevateli in posizione verticale con la parte tondeggiante in basso e schiacciate al centro con l’indice così da ricavarne una forma che somigli a quella di una caramella.
Cuocete in abbondante acqua salata, io cui averte messo un cucchiio di olio ad evitare che si attacchino,scolateli e poneteli su un piatto e cospargeteli con formaggio grana grattuggiato, conditeli con burro fuso e  salvia

 

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