Storia del Merletto e del Ricamo (2)
”Teatro delle nobili e virtuose dame”
Autore il Vecelio è pubblicata alla fine del 1500 , una raccolta di disegni per merletti dal titolo “Corona delle nobili e virtuose dame” Dei ricami dell’epoca non mancano documentazioni iconografiche nella copiosa ritrattistica: sono così molto ben visibili i ricami di seta color ruggine, blu, rossa, nera oppure con filato d’oro, a sottolineare gli scolli e i polsi delle camice.Nell’arredo, su schienali e sedili di poltrone, si imita con l’ago, l’effetto arazzo delle “tapisseries” fiamminghe ed italiane.

tessuto in seta ricamato ad ago
In Francia i costi della importazione di ricami e merletti dall’Italia fu tale da destare grande preoccupazione ; Jean Baptiste Colbert, ministro di Luigi XIV, riorganizzando l’artigianato, si propose di limitare la importazione e iniziò una produzione locale che ben presto, si pose in fortissima concorrenza con quella italiana fino a soppiantarla;si dice che abbia portato in Francia trenta maestre merlettaie veneziane per creare quella industria;riunì poi in un unico luogo, dov’era esistita la manifattura d’arazzi di Gobelins, tutti i laboratori destinati a produrre soltanto per il re. Sotto la direzione del pittore Le Brun, dal 1663, una équipe di artisti rinomati, tra cui scultori, architetti, ebanisti, incisori, tessitori e ricamatori, vengono riuniti nella “Grande Fabrique” per creare gli arredi dei sontuosi interni ed il guardaroba personale del loro sovrano.La moda dei ricami coinvolge le dame in Europa che continuano a trovare in quest’arte un modo materiale e spirituale di evadere dalla quotidianità familiare. A Venezia si occupa di ricamo persino suor Arcangela Tarabotti,scrittrice.Si diffondono ovunque gli Istituti di religiose che accolgono giovinette abbandonate per insegnare loro il mestiere di ricamatrice o merlettaia, e per aiutarle poi, anche con l’apporto di una dote messa da parte in anni di lavoro all’interno del collegio, ad avere un ruolo dignitoso in società.
La moda dei ricami coinvolge le dame in Europa che continuano a trovare in quest’arte un modo materiale e spirituale di evadere dalla quotidianità familiare. A Venezia si occupa di ricamo persino suor Arcangela Tarabotti,scrittrice.Si diffondono ovunque gli Istituti di religiose che accolgono giovinette abbandonate per insegnare loro il mestiere di ricamatrice o merlettaia, e per aiutarle poi, anche con l’apporto di una dote messa da parte in anni di lavoro all’interno del collegio, ad avere un ruolo dignitoso in società.
Filed under: Pizzi e Merletti, Storia on gennaio 8th, 2009


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