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Saida

gennaio 4, 2009

Saida era nata in un paese della Lombardia, ma i suoi genitori venivano da un posto aldilà del mare così lei aveva i capelli neri a ricci fitti , gli occhi saidadogscuri che sembravano bottoni di onice e la pelle ambrata ; aveva tre fratelli e una sorellina; la mamma lavorava come domestica in una famiglia ma solo al mattino per avere il tempo di occuparsi di loro e spesso li portava al parco ;le persone da cui lavorava erano gentili e le passavano gli abiti dei loro bambini, così i fratelli di Saida avevano sempre vestitini nuovi.; la mamma era morbida e dolce , non parlava molto ma quando lo faceva il papà faceva un cenno con la testa e accettava le sue parole.fataricamo

Il papà portava i baffi, lavorava in un vivaio ed era molto contento di questo : diceva che era un lavoro pulito non al chiuso nei capannoni delle fabbriche ma a contatto con la terra che sa sempre compensare .A volte portava a casa delle piantine scartate e così la loro casa odorava di fiori.

La casa era il problema :il papà diceva che erano stati fortunati, ma vivevano in due camere una per i genitori e il bimbo piccolo e l’altra per il soggiorno e la cucina ; qui ,alla sera, i fratelli abbassavano dei materassi e di addormentavano.

Saida andava a scuola a piedi perché il pulman costava troppo e anche a fare la spesa andava a piedi e anche in moschea andava a piedi ;le piaceva molto studiare anche se il papà diceva che non avrebbe continuato per molto perché doveva lavorare .

Accudiva i fratellini , faceva le commissioni per qualche anziana signora che abitava nel palazzo ;le piaceva correre e preparava anche il pane .

Un giorno la mamma la mandò a comprare la carne nel negozio di un amico ; era lontano e Saida avrebbe dovuto andare a piedi, ma le avrebbero dato della carne buona anche se non di prima scelta.

Quando fu davanti al negozio, in una aiuola erbosa vide un cagnolino bianco a macchie marroni sdraiato per terra: gli fece una carezza e il cucciolo prima scattò impaurito , poi, rassicurato, si avvicinò cauto con le orecchiette basse e guardandola con gli occhi all’insù le leccò la mano ;

“ come sei carino!!! Cosa fai qui solo ? povero piccolo” ma siccome aveva poco tempo entrò e fece la spesa ; all’uscita il cucciolo era ancora lì seduto che la guardava e quando si avviò la seguì .Invano la bambina cercò di mandarlo via :”stai qui , non puoi venirmi dietro, ci sono le macchine !!!”lui si fermava un poco ma poi ricominciava a seguirla .

Saida fu presa dal panico e allora lo rimproverò aspramente . Il cucciolo si sedette e restò fermo ; Saida si voltò e lo vide piccolo piccolo in mezzo al marciapiede , con le orecchiettine basse e la faccia triste triste e allora il cuore le fece un salto e tornò indietro, lo prese in braccio e i due cominciarono a baciarsi , il cucciolo pieno di gioia e tutto festoso . Quando arrivò a casa la mamma si mise le mani nei capelli e il papà disse:” non possiamo tenerlo, bambina , in questa casa non c’è neanche posto per noi e non possiamo nutrire un cane “

“ma dove mangiano in cinque mangiano anche in sei, lo dici sempre “

“ma io parlavo di bambini non di cani . Lui andrà al canile “.

E così fu .cucciolosaida

Ma Saida non si dava pace e pochi giorni dopo andò al canile a piedi ; il cucciolo le fece infinite feste e guaiva per uscire dalla gabbia ; le dissero che se qualcuno lo avesse preso avrebbe avuto una casa , altrimenti ….

Saida tornò ancora ma il cucciolo era steso nella gabbia e mosse appena la coda e teneva le orecchiette basse

” cosa ha ? “

“ forse la febbre , non sappiamo ; forse è triste chissà”

“ e cosa succede ? non potete guarirlo “

“ noi lo curiamo , ma se non guarisce , che vuoi .. “

Saida era disperata . Tornò a casa e dopo avere fatto le pulizie in cucina uscì su

lla strada dove c’era un poco di prato , si appoggiò ad un albero , abbracciò il tronco e pianse .

“Vuoi smettere di stringere , mi stropicci tutto il vestito !!!”

La voce veniva da una signora bionda e alta che stava accomodando la gonna di un bellissimo vestito azzurro aggiustandosi la acconciatura dei capelli .

La bambina era troppo stupefatta per parlare : “ si lo so ti chiedi chi sono ecc.ecc.Sono Melusina, la fata di questo … bhe chiamiamolo parco . Accidenti , mi si è spiegazzato il vestito, gli orecchini non mi stanno bene per niente ,no questo non è il mio posto “

“ e quale è il tuo posto ?”

“ ma insomma, dovevo fare la fata in un parco ai Parioli, sai a Roma , dove ci sono alberi veri , non qui in questo pratuncolo dove buttate tutte le cartacce .Ma a quel parco la tutti gli alberi erano già occupati da delle colleghe e sono dovuta restare qui .”

“mi spiace tanto, per le cartacce intendo ; ma allora le fate esistono !”

“ ma figurati , e io chi sono , non si vede che sono una fata ? Bene in verità solo in pochi ci vedono mica è consentito a tutti .E adesso dimmi perché piangi, anzi dimenticavo, già lo so , sono una fata io”.

“Morirà, poccolo-piccolo è malato e morirà e io lo debbo lasciare al canile “ e al solo pensiero ricominciò a piangere . Melusina abbassò lo sguardo e sorrise aggiustandosi le pieghe del vestito:

“Su bambina smettila, mi anneghi nella umidità come se non ce ne fosse abbastanza.Non perdere così la speranza,le cose possono cambiare;però ricordati che perché questo avvenga dobbiamo sempre essere noi a darci da fare ma soprattutto seguire il nostro cuore .Domani torna a trovare il cucciolo , vedrai che forse andrà meglio.”

Il giorno dopo la bimba tornò al canile ; entrò senza essere vista e si avvicinò alla gabbia del cucciolo che era ancora disteso con gli occhi tristi e che mosse appena la punta della coda quando la vide ma le leccò la mano; attraverso la rete , Saida lo accarezzò seduta per terra .” Cosa fai qui ?” si voltò e vide un ragazzo in tuta , con spazzolone e stracci che la guardava ridacchiando :”è il tuo cane ?”

“ è Piccolo-Piccolo; non è mio lo ho trovato ma il papà dice che non posso tenerlo e lui sta male e morirà !!” e cominciò a piangere a grossi lacrimoni mentre Piccolo-Piccolo usciva con il musetto dalla rete per leccarle il viso

“Mi chiamo Marco, sono un volontario ;quando sono libero dall’università vengo qui; oggi non è il mio giorno ma un amico stava male e lo sostituisco ; finisco di fare le pulizie e poi ti raggiungo “.

Così la bambina gli raccontò la storia e poiché era oramai tardi , Marco si offri di accompagnarla a casa in auto .

Quando la mamma aprendo la porta vide un estraneo si coprì i capelli e si allontanò veloce e il papà guardò la bambina con occhi corrucciati .

Marco si guardò intorno, vide la casa pulita , i materassi a terra , i bimbi ordinati e allegri ma vestiti modestamente; si scusò e disse che era tardi e aveva pensato fosse meglio che la bambina non tornasse da sola a piedi . Il papà si addolcì e la mamma offrì il the poi i due uomini restarono un poco a parlare finchè Marco se ne andò.

Il giorno dopo il papà tornò dal lavoro tutto agitato e parlò fitto-fitto con la mamma; al mattino dopo i due uscirono e quando tornarono la mamma sembrava illuminata; si avvicinò a Saida :” bambina, domani dopo la scuola, vai al canile e porta qui il cane . Ieri un signore è andato al lavoro da tuo padre e gli ha detto che in una casa fuori città c’è bisogno di un custode che curi il giardino in cambio di un compenso e della casa dove vivere ; è una casetta con giardino e camere per tutti , vicino a una grande casa dove io farei le pulizie ; i padroni ci vanno poco e il posto è tranquillo, molto verde e il cucciolo può stare nel giardino”

Raccontò che il signore con cui aveva parlato era l’amministratore del padre di Marco, il volontario del canile; questi aveva preso informazioni sulla famiglia e aveva deciso di fare quella offerta.

Il giorno successivo Saida volava correndo verso il canile : prese Piccolo-Piccoloe e,sempre volando tornò a casa dove i bambini fecero infinite feste e la mamma gli diede un poco di riso ; la sera la bambina gli preparò una cuccia accanto al suo materasso ma durante la notte sentì un naso umido vicino alla guancia e abbracciò il cucciolo che si era accoccolato vicino a lei .La mattina dopo Piccolo-Piccolo era già migliorato e Saida lo porto a fare un giretto nella aiuola davanti al palazzo .

Il cucciolo cominciò a girare e annusare poi si sedette scodinzolando e abbaiando sottovoce come a chiamare :”basta che tolga quelle zampe infangate dalla mia gonna !!!eccovi qui ! e allora ?”

“ abbiamo trovato una casa avremo più spazio e anche il giardino;la mamma non dovrà andare via tutti i giorni e Piccolo starà sempre con me.”

“sempre… bhe niente è sempre però va bene ugualmente . Anche io me ne andrò; ho trovato un posto in un parco sul lago di Garda, molto ben frequentato ;”

“ non ti vedrò più allora !!”

“ le fate ci sono dovunque bambina e ne troverai una anche nella nuova casa , se la cercherai . Ma adesso per cortesia debbo andare a fare i bagagli , e tieni quel cucciolo, non vorrei che mi scambiasse per un albero” …e si allontanò in un baluginare di stelline dorate .

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