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La Fata del Torrente

gennaio 4, 2009

glicin1Il torrente scendeva rumoroso dalle montagne attraverso boschi verdi di grandi alberi, e si placava nei prati, al centro di una valle che in primavera ed estate si coprivano di ranuncoli e rododendri selvatici .Appoggiato alle pendici di una montagna, sempre protetto dai venti freddi, c’era un paese ; i bambini andavo al torrente a giocare con i piedi nell’acqua , le ragazze caprioloraccoglievano sassi che l’usura aveva resi lucidi come cristalli per metterli sotto al cuscino e sognare viso del loro innamorato; le donne si raccoglievano in chiacchiere , le mamme portavano i bimbi , i fidanzati sedevano sui massi tenendosi per mano, le persone che avevano perduto una persona cara portavano lì il loro dolore.

Il torrente aveva una fata ; lei sorvegliava quello che accadeva nei pressi : i bimbi perché non si facessero male, i sogni degli innamorati ; quelli delle ragazze che raccoglievano i sassi, e, accarezzava i capelli di coloro che piangevano sulla riva del torrente mentre le lacrime correvano a valle assieme all’acqua . Aveva un amico con cui faceva lunghe passeggiate , un capriolo nato da poco che aveva chiamato Bambi , perché anche le fate vanno talvolta al cinema.Era sempre stata felice , ma ad un certo momento cominciò a sentirsi strana : il sole non le pareva più così luminoso mentre guardava i bambini e le mamme , i fiori così belli , mentre osservava gli innamorati : ma non ricuciva a capire cosa le accedesse .

Un mattino mentre liberava una trota rimasta intrappolata in una pozza, vide arrivare un giovane che sedutosi, prese dallo zaino pane e formaggio, dell’acqua e dopo avere mangiato ripulì dalle carte e si stese con al testa sullo zaino per dormire al sole .

La fata si avvicino con cautela : non lo aveva mai visto lì; aveva gli occhi scuri i capelli schiariti dal sole ,le mani di chi lavorava , la corporatura robusta di chi fa tanto sport .. e nel frattempo lui apri gli occhi e la vide .

“ciao, ma non hai freddo vestita così , almeno un golfino di lana :non è ancora estate“ ma mentre parlava sorrideva.
La fata chinò lo sguardo sul suo abito di velo lucente e si smarrì un poco ; non era sua abitudine farsi vedere .

“ Sono uscita in fretta di casa . Sei un villeggiante ?”

“ mi chiamo Antonio sono un intagliatore ; ho trovato un lavoro in paese e mi fermerò qui , mi pare si stia bene ; quando sono libero mi piace andare per i boschi a fare lunghe passeggiate .”

Da quel giorno ,quando Antonio non lavorava andava nel prato e parlavano ; lui si stupiva che lei non avesse mai fame e rifiutasse le merende ; la fata temendo di essere fuori moda si era procurata un golfino fatto con fili d’erba e dei jeans su cui aveva applicato dei fiori colorati dei campi .

Era felice ma si sentiva inquieta e ansiosa . Una sera si sdraiò sul suo materasso di erba , tirò fin sotto al mento la coperta di muschio e si accinse a leggere un vecchio libro alla luce che le offrivano gentilmente tre lucciole quando sulla pagina si proiettò un’ombra e vide lei, la fata sovrintendente .

“ Fata madrina , è tanto che non ci si vede “
“ vero bambina , ma ho avuto tanto da fare al consiglio delle fate , lassù “ e fece un gesto vago ad indicare un luogo ;
“ ma ora sono dovuta venire , sono tutti in agitazione , cosa stai combinando ragazza mia ? non puoi vestirti come una umana , chiacchierare con un umano e passare tutto il tempo con lui ; stai dimenticando chi sei ?”fatasaida

“ madrina nons o cosa accade , ma io sono felice solo quando sto con Antonio e parliamo e mi racconta dei suoi progetti . Io non avrò mai una casa , dei bambini , una famiglia .”

“ La tua famiglia è tutto quello che hai intorno ;le persone che vengono qui e affidano al bosco le loro gioie , i sogni e i dolori , che non ti vedono ma sentono che ci sei ; questa è la tua famiglia .Se andrai con lui non potrai più essere una fata , i capelli diventeranno bianchi, perderai le persone care , morirai . Bambi non correrà più con te .”

“ ma io non posso stare senza di lui ; aiutami madrina ;”La Madrina era addolorata , ma quello che vedeva negli occhi della fata la colpì ; sospirò e..

“ Va bene porterò il tuo caso al Consiglio delle Fate , ma ad un patto ¨per una settimana vivrai da umana , poi ci rivedremo e se sei sicura che lui accetterà la tua natura e tu sarai sicura di quello che vuoi, quando tornerò decideremo “

La Fata al mattino si alzò e per la prima volta sentì il freddo e aveva fame ; non aveva danaro né abiti pesanti ; ma era felice .Corse nel bosco e trovò una capanna ; fece una scopa con i rami e cominciò a pulirla , poi tutta sudata si infilò il golfino di fili di erba e i jeans con i fiori che nel frattempo erano avvizziti e corse in paese a vendere del miele che aveva raccolto e con il ricavato comprò altre cose .

Alla sera si accorse che non aveva pensato di raccogliere legna per il fuoco ma si addormentò ugual,mente felice .

Il giorno dopo andò al torrente ; le mamme che sedevano nel prato la guardarono diffidenti e parlottavano fra loro :” non so che abbia questo posto, mi piaceva tanto” diceva una “ ora mi pare freddo, l’erba sembra secca , che sia l’inquinamento ?”

Non so ma anche il fiume è diventato così chiassoso, prima mi addormentavo qui e il rumore non mi infastidiva ora fa un tale fracasso! Forse è il buco dell’ozono “

Nel pomeriggio arrivò Antonio .

“debbo parlarti , le disse ,questi giorni con te sono stati bellissimi , sono felice di averti conosciuta ma vorrei potessimo stare sempre assieme ; io guadagno bene ora e posso permettermi una bella casetta e una famiglia ; vorresti pensarci?”

la fata fu presa dal panico non sapeva se lui avrebbe accatta la sua natura o si sarebbe spaventato, ma era anche tanto felice e così , sebbene preda di ansia gli parlò. Gli disse che anche lei avrebbe voluto stare con lui, ma che era una fata e solo se glielo avessero permesso sarebbe stato possibile .

Il giovane sorrise:” lo sapevo, lo ho sempre saputo ; non potevi essere che una fata .Ma io ti voglio bene e non posso pensare che debba rinunciare alla tua vita per poi pentirtene .”

La fata ruotò su se stessa entusiasta lo abbracciò e gli promise che di li a pochi giorni si sarebbero ritrovati .

Quella sera due innamorati che erano andati a sedersi su di un masso si misero a litigare e si separarono ; più tardi la Fata vide una anziana donna che coprendosi il viso con le mani singhiozzava disperata ; si avvicinò e le mise una mano sulla spalla, ma la donna continuò a piangere :”che ti è successo ?”

“ Ho perso mio figlio : non è giusto che un figlio muoia prima della madre ; è contro natura ;”

La fata cercò di consolarla ma capì che le sue parole non raggiungevano il cuore della madre e si allontanò.

Il giorno successivo incontrò Bambi che beveva al torrente e tutta felice lo chiamò, ma il capriolo drizzate le orecchie, con un fremito di paura fuggì.

La gente del paese era perplessa e spaventata : non voleva più andare al torrente dove non trovava la pace e la serenità cui era abituata , la pausa dalle fatiche e dai dolori e si cominciò a pensare di fare un parco dalla parte del monte .

A sentire tutto questo la Fata si addolorò e una sera , nella sua capanna dove oramai aveva imparato ad accendere il fuoco, chiamò la fata supervisore :Madrina per favore , vieni , Madrina !!!!!!”

“ eccomi , ma è mai possibile ragazza che tu sia sempre così agitata ! che succede ?”

“la gente non vuole più andare alk torrente sono contenti e infelici , Bambi non mi riconosce più”

La Madrina si sedette sul letto e le prese la mano : “bimba mia non si può avere tutto; se divieni umana , il torrente resta senza fata ; vedremo di farne venire un’altra ma ci vorrà tempo prima che impari a conosce il lungo e faccia esperienza .”

“ madrina , forse sono stata egoista e ho anteposto la mia felicità a quella degli altri che è più importante “

“ no ,non lo è ,puoi anche decidere di lasciare il torrente , ma sei tu che devi sapere leggere dentro di te cosa senti come più importante solo tu ti puoi rispondere, conoscere la tua vera natura per essere in apce con te stessa.”

E la Fata decise .

Il giorno successivo un pescatore che da tre giorni stava tutto arrabbiato sulla riva del torrente percepì un buon profumo di erba e soddisfatto ributtò nel fiume la trota che aveva pescatoe tornò in apese ; la voce si sparse e la gente ricominciò ad andare al fiune , proponendosi di tenere il posto ben ordinato e non inquinato affinché non accadesse di nuovo quelloc eh era già successo .

La sera della domenica Antonio era seduto su un masso ; era triste ma quando vide la Fata le sorrise ; si presero per mano e .” ho capito sai , hai deciso di restare ; io so che ho avuto un grande dono a conoscerti sono un poco triste ma so che qui cis arai sempre come sarai sempre nella mia vita .”

La fata piangeva lacrime di rugiada ma il suo sorriso era sereno : accarrezò Antonio e corse via saltando sui massi delcapriolo3

fatafi2torrente con Bambi alle calcagnabordofior2

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